Sottogenere della letteratura fantastica in cui l’inizio della trama prevede l’attraversamento di una soglia, il portal fantasy è una delle tante allegorie del “mollo tutto e vado via”, l’urgenza di lasciarsi il passato alle spalle per poi ripartire da zero (specie nella sua versione “isekai”, quella che vede la protagonista o il protagonista di turno trasportato da questo mondo verso un altro parallelo). Perché se vivere una seconda vita è comunque una speranza in cui confidare, è soltanto attraverso i libri che possiamo scegliere fra mille possibilità diverse, e tutte in una vita sola…
Chiusa una porta si apre un portale; sottogenere della letteratura fantastica, in cui l’inizio della trama prevede l’attraversamento di una soglia – che può assumere le forme più disparate, dall’armadio magico de Le Cronache di Narnia al tornado che conduce Dorothy a Il meraviglioso mago di Oz – il portal fantasy è una delle tante allegorie del “mollo tutto e vado via”, l’urgenza di lasciarsi il passato alle spalle per poi ripartire da zero, o quasi (specie nella sua versione isekai, quella che vede la protagonista o il protagonista di turno trasportato da questo mondo verso un altro parallelo).
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Un piano B per le vie letterarie…
Un piano B per le vie letterarie, insomma; espressione di una società liquida che, in molti casi, ci vuole insoddisfatti e alla costante ricerca di un’alternativa migliore, è allora comprensibile il perché abbia tanto successo fra le lettrici e i lettori della generazione Z, abituati a non aver certezze e comunque spesso più propensi al cambiamento di quanto non lo fossero i nostri genitori.
Permettiamoci dunque di osservare il fenomeno sotto ogni passaporta utile (ivi comprese la metempsicosi, il viaggio interstellare e/o il cambio-vita di altro tipo): dalla serie di light-novel Mi sono reincarnato in uno slime di Dokusho Edizioni (dove un semplice impiegato d’azienda si risveglia nel corpo di uno slime a seguito dell’uccisione da parte di un rapinatore) al manga di Yuka Fujikawa Mushoku Tensei – Jobless Reincarnation (con un giovane neet che rinasce arcimago dopo avere fallito le occasioni della precedente vita), il tropo del portale ha vissuto di recente un vero e proprio rinascimento mediatico, che ha visto storie oramai dimenticate – tipo la Tetralogia di Bartimeus, in corso di pubblicazione per Salani – tornare in auge accanto ad altri titoli che si specializzano sul genere – come Il libro delle porte di Gareth Brown (Rizzoli), un volume che a tenerlo in mano “ogni porta è tutte le porte”, già si legge sul frontespizio -.
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E se nemmeno il progetto di aprire un chiringuito sulla spiaggia vi sembra un’alternativa praticabile (rischiereste di incappare nelle terribili aramostre, come il ka-tet di Stephen King nella saga de La Torre nera) ecco a voi una serie di romanzi – anche in lista alla fine – che sanno dunque trasportarci in altri universi meravigliosi: perché se vivere una seconda vita è comunque una speranza da coltivare, è soltanto attraverso i libri che possiamo scegliere mille strade da percorrere, e tutte in una vita sola.
Il sogno di un uomo ridicolo di Fëdor Dostoevskij, un portale per il Paradiso

In tal senso, va comunque ricordato che il concetto di passaggio è per l’essere umano presupposto dell’esistenza stessa; proveniente dall’ignoto e destinato chissà dove, ciò che si cela dietro al portale è da sempre oggetto di speculazione, e ciò sia da un punto di vista alchemico (perché attraversare la soglia è un po’ il preludio di ciò che ci attende dopo la morte) che da un punto di vista fantascientifico (chi non ricorda lo Stargate, il portale delle stelle che conduceva sul pianeta Abydos nel film di Roland Emmerich?). Un mistero che Fëdor Dostoevskij prova a svelare nel suo Il sogno di un uomo ridicolo (Newton Compton, a cura di Maurizio Martini, Luisa De Nardis e Pierluigi Zoccatelli); resoconto di un brutto incubo che termina col suicidio del protagonista, il romanzo breve del 1877 ci racconta ciò che questi vede a seguito della sua rinascita in un mondo parallelo. Ovverosia un posto simile a ciò che consideriamo il Paradiso: popolato da esseri evoluti che solo condividono relazioni di pace e di armonia, la realtà in cui ora abita è la rappresentazione stessa della coscienza universale, un luogo ultraterreno in cui la vita non finisce e l’aldilà altro non è che l’espressione della magnificenza del Creato.
Forse il più classico dei portal fantasy.
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Nessundove di Neil Gaiman, un portale per la Londra Sotto

E se dall’altra parte del portale esistesse una realtà simile eppure diametralmente opposta alla nostra? Concetto già sviluppato in Alice attraverso lo specchio di Lewis Carroll e poi reinterpretato anche nel Sottosopra di Stranger Things, nel Nessundove di Neil Gaiman (autore di recente al centro di uno scandalo mediatico, Mondadori, traduzione di Elena Villa e di Stefania Bertola) il giovane annoiato Richard Mayhew precipita nella Londra sotterranea dopo aver salvato la vita a Lady “Porta”, principessa in fuga dal regno nonchè portale per la metropoli all’inverso.
Ora è anche lui un abitante dell’altro mondo; alle prese con una regola di separazione che per sempre gli impedisce di tornare alla sua vecchia vita, il protagonista inizia così la sua incredibile coming-of-age (da immaturo ad adulto) in un ambiente fantasy che mai si sarebbe aspettato. E che – forte la critica dell’autore – appare davvero migliore della città che si è lasciato alle spalle; multiculturale, bizzarra e divertente, la Londra Sotto è un luogo di riscatto ove chiunque può sentirsi a proprio agio, ivi compresi i poveri senzatetto, i parla-coi-ratti o gli angeli caduti in disgrazia.
Uno straordinario capovolgimento di prospettiva che poco gli fa rimpiangere la sua monotona esistenza di prima.
Negli universi di Emet North, un portale alla ricerca di Britt

Un portale astrofisico per manipolare i confini del reale (e cambiare quindi gli sviluppi del destino); anche detto Ponte di Einstein-Rosen, il wormhole è un modello di speculazione scientifica che ipotizza che vi siano pieghe nello spazio-tempo attraverso le quali sarebbe possibile raggiungere qualsiasi punto dell’universo. Un canale privilegiato per un’infinità di alternative, dunque, e proprio quello che Emet North ci descrive nel suo Negli Universi (Mercurio Books, traduzione di Chiara Reali).
Dopo aver contribuito al suicidio della tredicenne Britt per averle negato aiuto nel momento in cui più ne aveva più bisogno, lə cosmologə Raffi dedica i suoi studi alla ricerca di una dimensione alternativa, quella in cui l’amica-amata non si sia mai tolta la vita e ləi possa alfine riabbracciarlə, costi quel che costi. Anche se ciò significa ritrovarsi in un mondo parallelo ove gli animali sono tutti una minaccia per l’uomo – in Quel che resta da temere – o magari contemplare una dimensione esistenziale ove la mancanza dei propri cari si fa reale sino al punto di diventare persona – ne Il fantasma di quell’altra vita. – Per ritrovarlə alfine in ogni luogo lə cerchi; perché è in fondo l’amore a portare Raffi dappertutto, e ciò a prescindere dal tempo, dallo spazio o dal genere di riferimento. Letterario e non.
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Uno yankee alla corte di Re Artù, un portale per il Regno di Camelot

Dal capostipite del genere picaresco americano Mark Twain – nonchè autore di capolavori senza tempo del calibro di Le avventure di Tom Sawyer e de Il principe e il povero, Uno yankee alla corte di Re Artù – Mattioli 1885, traduzione di Livio Crescenzi – utilizza il concetto di trasmigrazione delle anime (e/o di trasposizione dei corpi) per raccontarci la straordinaria vicenda del protagonista Hank Morgan, un comunissimo operaio del Connecticut che, a seguito di un violento colpo alla testa, si risveglia nell’Inghilterra del 586 ma con la consapevolezza scientifica – e quel senso di sicumera intellettuale – tipiche di un individuo dell’età capitalista.
Un viaggio nel passato che lo vorrebbe a capo di una rivoluzione culturale anzitempo: detentore di conoscenze evolute che sono di secoli in anticipo rispetto a una cultura ancora legata agli incantesimi, il presuntuoso “boss” otterrà la fiducia di Re Artù (per l’effetto spodestando il mago Merlino dalla carica di primo ministro del Regno di Camelot), per poi inimicarsi l’intero ordine cavalleresco (dopo aver proposto il suffragio universale quale modello elettorale di una Repubblica fondata sulla tecnologia).
Una proposta satirica di carattere no-sense per criticare quella presunzione Occidentale che ci vuole sempre dalla parte del progresso e, spesso, senza rispetto per le tradizioni, le culture e le opinioni diverse dalla nostra. Un passo falso che ancora oggi ci porta indietro di un millennio o più, insomma.
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La lama sottile di Philip Pullman, un portale per Cittagazze

Volume centrale della trilogia Queste oscure materie di Philip Pullman (Salani, traduzione di Marina Astrologo e di Alfredo Tutino), La lama sottile ci conduce ancora una volta nell’Inghilterra alternativa di Lyra Belacqua, una società teocratica in cui lo studio della natura prende il nome di “teologia sperimentale” e ogni essere umano viene accompagnato da un daimon, rappresentazione corporea della propria anima così come incarnata nella forma animale (quella della protagonista è la martora Pan).
Ed è appunto in questo secondo capitolo che la piccola Lyra farà il suo incontro con Will Parry, un ragazzino del nostro mondo che, per sottrarsi all’inseguimento di due loschi individui, si trova a solcare un misterioso varco a mezz’aria che lo trasporta a Cittagazze, paese natale della strega Serafina Pekkala nonchè luogo in cui è custodita la lama sottile, un antico manufatto in grado di squarciare il cielo ed aprire passaggi che conducono verso altre dimensioni. E di cui Lyra si servirà per intrufolarsi in casa di Lord Boreal e recuperare il suo prezioso aletiometro (uno strumento che sa usare alla perfezione e che permette alla protagonista di scoprire qualsiasi verità, anche quella legata alla scomparsa di alcuni bambini che al momento non trova spiegazione…)
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Tomorrow, and Tomorrow and Tomorrow di Gabrielle Zevin, un portale per un MMORPG

Porte usb, gateway di ingresso-uscita e connessioni wireless, quello digitale è un universo alternativo accessibile a tutti (basta l’internet a farci da portale). Un passaggio multidimensionale che la programmatrice Sadie e il game designer Sam ben attraversano pixel dopo pixel; visionari creatori dell’avventura inclusiva Ichigo: A child of the Sea (con un personaggio agender alla ricerca della propria identità), la coppia di amici riesce infine a fondare la Unfair Games, una società di videogiochi che li porterà al successo professionale ma puranco a distanziarsi per via delle rispettive idee. Sì perché nel mentre che Sadie farà fatica ad emergere in un ambiente quasi tutto al maschile, Sam – che nel frattempo ha conquistato l’attenzione dei media per via delle sue vicissitudini personali – si fa strada nel mondo videoludico cavalcando soluzioni commerciali che meglio assecondano le esigenze degli sponsor, ma senza davvero tradire l’amicizia che da sempre li unisce. Prova ne sia che quando un tragico evento colpisce la vita di Sadie, Sam dedicherà all’amica una nuova versione di The Oregon Trail, lo stesso MMORPG cui giocavano da bambini e in cui ora possono incontrarsi di nuovo. In un mondo (virtuale) che non li dividerà mai più. Tomorrow, and Tomorrow and Tomorrow di Gabrielle Levin, edito da Nord, traduzione di Elisa Banfi.
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E per agevolarvi nella scelta della vostra prossima (lettura della) vita, vi consigliamo, tra gli altri, anche:
Il mare senza stelle di Erin Morgenstern (Lainya, traduzione di Donatella Rizzati);
Fairy Tale di Stephen King (Sperling & Kupfer, traduzione di Luca Briasco);
Coraline di Neil Gaiman (Mondadori, traduzione di Maurizio Bartocci);
Neanche gli dei di Isaac Asimov (Mondadori, traduzione di Beata Della Frattina);
Timeline di Michael Crichton (Garzanti, traduzione di Paola Bertante e di Gianni Pannofino);
La saga dell’Attraversaspecchi di Christelle Dabos (E/O, traduzione di Alberto Bracci Testasecca);
La bambina che fece il giro di Fairyland per salvare la fantasia di Catherynne M. Valente (Sperling & Kupfer, traduzione di Tiziana Merani);
Il libro delle cose perdute di John Connoly (Fanucci, traduzione di Stefano Bortolussi).