“La qualità dei libri” è il titolo dell’editoriale di Stefano Mauri, pubblicato nel nuovo numero del Libraio – Scarica gratuitamente l’edizione autunnale della rivista, che ha in copertina Nelio Biedermann, all’esordio con l’acclamato “I Lázár”. All’interno, alcune delle più interessanti novità in arrivo in libreria e due inviti alla lettura in anteprima
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La qualità dei libri
Si scrive tanto e gli editori, che cercano la qualità per conto dei lettori, devono essere sempre più selettivi.
Non c’è dubbio che alcuni romanzi, tra tutti quelli pubblicati, siano più rappresentativi di quello che si definisce “il cuore della letteratura”. È più raro, invece, che un esordiente riesca a toccare quelle stesse corde e a regalarci emozioni altrettanto profonde. Ma quando accade, ci dà fiducia nel futuro dei libri, ci convince già dalla prima pagina e, nel corso della lettura, ci conferma di avere di fronte un autore capace di aprirci un mondo. Ricordo questa sensazione quando lessi per la prima volta Il vecchio che leggeva romanzi d’amore di Luis Sepúlveda (1993), o Il dio delle piccole cose di Arundhati Roy (1997), oppure ancora Ogni cosa è illuminata di Jonathan Safran Foer (2002).

Ebbene, ancora una volta è accaduto, ancora grazie a Guanda: è il caso di Nelio Biedermann, che a 22 anni (!) è stato il caso letterario dell’anno in Germania, in classifica da 40 settimane, e poi via via ovunque è stato pubblicato. Il suo romanzo I Lázár, che ci racconta la storia di una dinastia aristocratica ungherese, riecheggia la qualità espressiva della grande letteratura tedesca della prima metà del Novecento e la sorprendente capacità di combinarla con un tocco leggero di realismo magico e una scorrevolezza più attuale. Insomma, questo giovanissimo scrittore ha un suo stile! E fondamentalmente ci parla dell’Europa in un momento nel quale, grazie alle Super(pre)potenze, si ha proprio l’impressione che certe ombre della Storia siano tornate a proiettarsi sul presente. La deriva antidemocratica di molti leader occidentali è un pericolo imminente, del tutto inatteso per chi ha vissuto consapevole del bene che democrazia, pluralismo, progetto europeo hanno portato nella vita delle persone.
Anche qui siamo esigenti: Michele Ainis, in Fascismo bianco, pubblicato da Garzanti, riesce a mostrarci con profonda lucidità questa involuzione, con una scrittura di grande fascino. Tanti romanzi e storie ci ricordano epoche nelle quali i diritti delle donne erano molto limitati. Tra questi, Nord propone La lunga estate dei gelsomini di Licia Tumminello, Garzanti la storia di Fortunata, scritta da Roberta Cosimo, e Tre60 ci parla de La giornalista ribelle, per la penna di Mathilde Bonetti. Salani con La figlia di Trastevere di Elisabetta Fiorito ci racconta la storia di una donna coraggiosa nei difficili anni tra le due guerre mondiali. Ancora oggi le donne devono combattere le loro battaglie, specie in certi Paesi: ce lo ricorda Marina Nemat, La prigioniera di Teheran, rinchiusa per due anni nel carcere di Evin senza motivo, in un memoir pubblicato da Tre60.
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Marco Amerighi, Come splende questo nero

Rossella Carboni, Evelina non è pazza per niente
Anche da noi non va tutto liscio e pure un noir può passare il messaggio: è il caso de L’eremo dei folli, esordio di Agnese Messina. Per fortuna sono esistite le pioniere, come ci ricordano Joanna Miller in Le quattro ragazze di Oxford e Anne Delbée nell’intensa biografia Una donna chiamata Camille Claudel, ma la strada da percorrere è ancora lunga. Interpreta in modo straordinario e solare questa capacità di cambiamento Gianna Fratta, una delle più grandi direttrici d’orchestra di sempre, che in Fortissimo rivela i suoi sogni e i tanti ostacoli che ha dovuto superare.
Non possono mancare, amati soprattutto dalle lettrici più giovani, romanzi che ci fanno percorrere i mille rivoli delle storie d’amore: Felicia Kingsley con First Lady per caso, Alexis Marie con Sight Unseen, e La cuoca di Parigi di Fiona Schneider, su una linea più tradizionale.
Come sempre sono tanti i libri di genere che promettono di incollarvi alle pagine. Tra questi, per gli appassionati del Festivaletteratura, consiglio L’illusione del vuoto di Elena Dottini, ambientato a Mantova.
Non perdetevi anche gli assaggi di lettura: Evelina non è pazza per niente di Rosella Carboni, una voce originale che ci ha ricordato quella di Gail Honeyman in Eleanor Oliphant sta benissimo, e la nuova opera di Marco Amerighi, che con Quanto splende questo nero torna alla grande in libreria dopo cinque anni.
“Lettori si diventa”, come ci insegna Salani: alla fine della rivista, scoprite come procurarvi strumenti e consigli per educatori e docenti per promuovere buone letture tra bambini e ragazzi.
