Dal ‘700 a oggi, e in particolare nell’ultimo ventennio, sempre più libri ruotano intorno a un particolare sottogenere del romanzo epistolare, ovvero quello delle storie d’amore epistolari, in cui a svilupparsi per iscritto, grazie a una fitta comunicazione a distanza, sono i sentimenti che legano fra di loro i protagonisti. Tra romanzi ormai cult e opere più recenti e a tratti scanzonate, ecco alcuni consigli di lettura per chi è in cerca di testi in cui la passione va di pari passo con le parole, dalle più toccanti lettere cartacee ai più mordaci scambi di email e messaggi via chat: da “Le relazioni pericolose” di Choderlos de Laclos a “Parlarne tra amici” di Sally Rooney…

Accendo il mio computer, aspetto con impazienza che si colleghi, vado online e trattengo il respiro finché non sento quelle paroline magiche: “C’è posta per te”. Non sento niente, non un suono per le strade di New York, tranne il battito del mio cuore. Ho posta, da te.

Era il 1998 quando, nelle sale cinematografiche americane, usciva il film cult da cui è tratta questa citazione sugli amori epistolari: C’è posta per te di Nora Ephron, con Meg Ryan e Tom Hanks rispettivamente nei panni di una modesta libraia indipendente, di nome Kathleen Kelly, e del proprietario di una potente catena di librerie commerciali, di nome Joe Fox.

Rivali nel lavoro e a prima vista ben poco compatibili nella vita reale, i due iniziano però, senza saperlo, una coinvolgente corrispondenza online sotto pseudonimo, che li porterà a mettere in discussione le loro certezze sui sentimenti, sulla vita di coppia e sul conto l’uno dell’altra.

Da una parte, se ci pensiamo, la pellicola è un perfetto esempio ante litteram di un romance trope ormai diffusissimo nei romanzi Young Adult e New Adult di questi anni (spopolati fra le nuove generazioni anche grazie ai social e al fenomeno #BookTok) e nei loro adattamenti per il grande e piccolo schermo, e cioè quello degli enemies to lovers, riferito a una coppia di personaggi che passano dall’essere nemici all’innamorarsi.

Dall’altra parte, invece, si inserisce in una lunga tradizione di storie d’amore che si sviluppano per lo più per iscritto, grazie appunto all’espediente della comunicazione a distanza portata avanti dai protagonisti – e di cui, per restare in tema letterario, troviamo un gran numero di occorrenze non solo nei libri di oggi, ma anche in tanti romanzi classici o diventati ormai cult.

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Gli amori epistolari: dalle lettere di un tempo…

Copertina del libro Giulia o la nuova Eloisa di Jean-Jacques Rousseau, in cui viene sviluppato il primo di numerosi amori epistolari della letteratura moderna

Per risalire all’origine di questo particolare sottogenere dei romanzi epistolari, infatti, dobbiamo spostarci nella Francia illuminista del ‘700, e più precisamente nel 1761, quando veniva dato alle stampe Giulia o la nuova Eloisa dello scrittore e filosofo Jean-Jacques Rousseau.

Qui, proprio attraverso un fitto scambio di lettere, veniamo a sapere del sentimento intenso e tormentato che unisce la giovane nobildonna Giulia d’Étange all’umile precettore Saint-Preux, ostacolato, loro malgrado, tanto da un diverso ceto di appartenenza quanto da una serie di rigide convenzioni sociali, che non potranno che condurli a un epilogo fatale.

Copertina del libro Le relazioni pericolose di Pierre Choderlos de Laclos, in cui viene sviluppato uno dei primi amori epistolari della letteratura moderna

Fra le prime testimonianze di amori epistolari della letteratura moderna va ricordato anche Le relazioni pericolose dell’autore francese Choderlos de Laclos, incentrato sul carteggio tra la marchesa de Merteuil e il visconte di Valmont, un tempo amanti e ora diventati invece due cinici calcolatori che, dopo aver stretto un’alleanza basata su intrighi, seduzione e vendetta, finiranno per subire sulla loro pelle gli effetti di una passione altrettanto irrefrenabile.

Dopodiché, tra il XIX e il XX secolo, le rappresentazioni narrative degli amori epistolari si sono sempre più moltiplicate e differenziate, portando già nel 1912 alla pubblicazione del primo classico per ragazzi e ragazze ascrivibile a questa categoria.

Parliamo di Papà Gambalunga di Jean Webster, poi ripreso dall’omonimo anime del 1990 di Kazuyoshi Yokota e Shinichi Matsumi, in cui la vispa orfana Judy Abbott ha modo di studiare al college grazie all’aiuto di un benefattore anonimo, al quale comincia a mandare delle lettere su di sé e sul suo primo, timido amore, fino a quando non scoprirà con sorpresa la vera identità del gentiluomo.

…all’ambiente digitale di oggi

Nella fiction degli ultimi vent’anni il panorama degli amori epistolari si è ulteriormente evoluto, facendo arrivare in libreria, da un lato, storie più impegnate e struggenti e, dall’altro lato, commedie più fresche e al passo con i tempi, in cui ciascuna, a suo modo, ci ricorda quanto sia importante raccontare l’amore in tutte le sue forme – e in tutte le piattaforme nelle quali può capitargli di sbocciare.

La selezione che segue (che non pretende di essere esaustiva e i cui titoli sono posti in ordine di prima pubblicazione italiana) è quindi nata con l’obiettivo di raccoglierle in un unico percorso condiviso, in cui trovano spazio titoli all’insegna ora della leggerezza e ora di una maggiore profondità, ma caratterizzati tutti e sempre da una grande sensibilità di fondo.

Tra romanzi ormai di riferimento nella cultura pop e non solo, e opere più recenti e a tratti scanzonate, ecco allora alcuni consigli di lettura per chi è in cerca di altri amori epistolari da cui lasciarsi travolgere, a partire dalle più toccanti corrispondenze cartacee fino ad arrivare ai più mordaci scambi di email messaggi via chat

Romanzi dedicati agli amori epistolari (più una raccolta di racconti)

Che tu sia per me il coltello

Copertina del libro Che tu sia per me il coltello di David Grossman, in cui troviamo un esempio degli amori epistolari sviluppati nei romanzi degli ultimi decenni

Iniziamo il nostro percorso sugli amori epistolari dal longseller Che tu sia per me il coltello (Mondadori, traduzione di Alessandra Shomroni) del premiato autore israeliano David Grossman, il cui titolo prende spunto da una lettera di Franz Kafka a Milena per farci immergere nella quotidianità di Yair, un uomo sposato che si ritrova a intessere un’intima e tormentata relazione cartacea con una donna di nome Myriam, vista solo una volta di sfuggita e con cui, a un certo punto, non sarà più d’accordo su come gestire il loro insolito rapporto…

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Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey

Copertina del libro Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey di Mary Ann Shaffer, in cui troviamo un esempio degli amori epistolari sviluppati nei romanzi degli ultimi decenni

Più dolce è l’atmosfera dell’acclamato Il club del libro e della torta di bucce di patata di Guernsey (astoria, traduzione di Giovanna Scocchera ed Eleonora Rinaldi) di Mary Ann Shaffer e Annie Barrows, ambientato sull’isola inglese di Guernsey nel secondo dopoguerra. Qui, la scrittrice londinese Juliet Ashton entra in contatto epistolare con gli abitanti del posto, scoprendo che durante l’occupazione avevano creato un club di lettura per sfuggire ai controlli nazisti, e trovando grazie a loro una nuova comunità e soprattutto un nuovo amore.

Le ho mai raccontato del vento del Nord

Copertina del libro Le ho mai raccontato del vento del Nord di Daniel Glattauer, in cui troviamo un esempio degli amori epistolari sviluppati nei romanzi degli ultimi decenni

A proposito, invece, di amori epistolari nati via email, non possiamo non menzionare Le ho mai raccontato del vento del Nord del giornalista e scrittore austriaco Daniel Glattauer, che poco dopo il successo del libro ha pubblicato anche il seguito, intitolato La settima onda (editi entrambi da Feltrinelli e tradotti da Leonella Basiglini). La storia è quella di Emmi e di Leo, che si conoscono quando lui sbaglia a digitare un indirizzo dal pc, realizzando ben presto di non riuscire più a fare a meno della brillante e tenera autoironia di lei…

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S. La nave di Teseo di V. M. Straka

Copertina del libro S. La nave di Teseo di V. M. Straka di J. J. Abrams e Doug Dorst

Fra gli amori epistolari di questa selezione suggeriamo anche quello di S. La nave di Teseo di V. M. Straka (Rizzoli Lizard, traduzione di Enrica Budetta), dello sceneggiatore J. J. Abrams e del romanziere Doug Dorst, che hanno dato vita a “un esperimento di romanzo nel romanzo dall’impronta ergodica” (come abbiamo spiegato qui), in cui la storia d’amore fra i protagonisti nasce proprio dal loro alternato scambio di messaggi ai margini del vecchio tomo di una biblioteca. Originale e incalzante, perfetto per chi dei libri non teme certo la complessità.

Punk 57 – Insieme siamo perfetti

Copertina del libro Punk 57. Insieme siamo perfetti di Penelope Douglas

Proseguiamo con un esempio di amori epistolari a tinte romance e YA: Punk 57 – Insieme siamo perfetti (Newton Compton, traduzione di Elena Paganelli) della scrittrice bestseller Penelope Douglas, in cui i giovani protagonisti, Misha e Ryen, sono amici di penna da sette anni e non si sono mai incontrati. Quando Misha scopre per caso l’identità di Ryen sul web, però, decide di parlarle di persona senza preavviso, ritrovandosi davanti a una ragazza molto diversa da quella delle lettere, e con cui si innescherà un rapporto più controverso del previsto.

Parlarne tra amici

Copertina del libro Parlarne tra amici di Sally RooneyImmancabile, se parliamo degli amori epistolari della generazione dei Millennials, è poi Parlarne tra amici (Einaudi, traduzione di Maurizia Balmelli), della notissima scrittrice irlandese Sally Rooney, che si può leggere come una romcom o come un manifesto femminista, come un libro sul tradimento ai tempi di WhatsApp o su ciò che nei rapporti di coppia non cambia mai. Al centro della storia c’è Nick, un uomo sposato e che ha già un’ex amante, e di cui Frances non avrebbe mai pensato di potersi innamorare, tanto più tramite una chat

Tutti gli indirizzi perduti

Copertina del libro Tutti gli indirizzi perduti di Laura Imai Messina

Nell’ufficio postale di Awashima, piccola città insulare del Giappone, vengono conservate tutte le lettere spedite a un destinatario irraggiungibile: un amore perduto eppure ancora presente. Questo, almeno, è quanto immagina l’autrice Laura Imai Messina nel suo delicato Tutti gli indirizzi perduti (Einaudi), in cui le parole messe nero su bianco dai personaggi sembrano dei messaggi in bottiglia lasciati andare alla deriva. Eppure, tutti e tutte loro capiranno ben presto che scrivere può aiutare a ridare un senso al tempo e alla propria vita.

Ci vediamo in Cime tempestose

Copertina del libro Ci vediamo in Cime tempestose di Tessa Bickers, in cui troviamo un esempio degli amori epistolari sviluppati nei romanzi degli ultimi anni

Veniamo ora a Ci vediamo in Cime tempestose (Nord, traduzione di Giuseppe Maugeri) di Tessa Bickers, in cui il tema degli amori epistolari si intreccia con l’amore per i libri. Erin perde infatti la sua copia annotata de Il buio oltre la siepe e la ritrova quando è ormai piena di risposte anonime ai suoi appunti, a cui si aggiunge un inaspettato invito finale: “Ci vediamo in Cime tempestose“. Tra confidenze e confessioni letterarie, lo scambio con il suo interlocutore si fa sempre più stimolante, finché Erin non si renderà conto di averci già avuto a che fare.

Un caro saluto (ma non ti sopporto più)

Copertina del libro Un caro saluto ma non ti sopporto più di Natalie Sue, in cui troviamo un esempio degli amori epistolari sviluppati nei romanzi degli ultimi anni

Più contemporaneo è il contesto intorno a cui ruota Un caro saluto (ma non ti sopporto più) (Garzanti, traduzione di Vera Sarzano) della scrittrice canadese Natalie Sue, nel quale un’impiegata di nome Jolene Smith sfoga l’odio per i colleghi scrivendo dei post scriptum invisibili nelle email di lavoro. Colta in flagrante dal nuovo responsabile HR, viene messa suo malgrado sotto controllo e comincia a leggere per errore i messaggi privati di tutto l’ufficio, venendo a sapere di fragilità e problemi che scalfiranno una volta per tutte la sua corazza emotiva.

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Scrivere lettere d’amore prima di dimenticare come si fa

Copertina del libro Scrivere lettere d’amore prima di dimenticare come si fa di Eley Williams

E concludiamo il nostro percorso sugli amori epistolari con una raccolta di racconti fresca di stampa, Scrivere lettere d’amore prima di dimenticare come si fa (Neri Pozza, traduzione di Scilla Forti), della scrittrice britannica Eley Williams. Un volume in cui spesso sono le storie stesse a costituire una singolare forma di lettera: a se stessi, a volte, a chi legge, oppure a qualcuno che si è perduto, o di cui si rimane in attesa. A persone che quindi risultano sì lontane, nel tempo o nello spazio, ma per le quali si farebbe ancora e sempre di tutto…

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Fotografia header: Getty Images

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