A partire da “La canzone di Achille”, che l’ha resa celebre in tutto il mondo grazie (anche) a TikTok, passando per “Circe”, poi per “Galatea” e infine per l’ultima uscita, “Mestra” (che ripercorre la storia della figlia di Erisittone, venduta dal padre per soddisfare la sua fame implacabile), ripercorriamo la storia di Madeline Miller, autrice statunitense famosa per le sue rivisitazioni in chiave moderna dei miti antichi

È nella mitologia greca e nella cultura classica che Madeline Miller, un’insegnante di greco e latino classe ’78, ha individuato il punto di partenza per raccontare storie antiche da un punto di vista contemporaneo.

I suoi libri sono diventati un vero e proprio caso editoriale, scalando le classifiche dagli Stati Uniti all’Italia. Il dato è ancora più interessante se si considera che non si tratta di novità: La canzone di Achille è stato pubblicato nel 2011, mentre Circe nel 2018.

E allora cosa è successo? Com’è noto, il motivo di questo ritorno è legato in buona parte a TikTok: nell’agosto del 2020, una booktooker postò un video in cui consigliava alcuni libri per piangere, inserendo tra questi anche La canzone di Achille. Da quel momento il libro diventò virale, e le vendite salirono alle stelle negli Usa (e non solo). Ci volle poco, e la storia d’amore tra Achille e Patroclo (questa la trama al centro del romanzo) conquistò infatti anche i lettori e le lettrici (specialmente adolescenti) in Italia.

Il caso de La canzone di Achille è ricaduto a cascata anche su Circe, dando avvio a un fenomeno particolare, un trend che dai social è sbarcato in libreria: “i libri per piangere” sono ben presto diventati tra i titoli tra più richiesti dai giovanissimi, che li consigliano, li comprano, li leggono e li recensiscono sui loro profili, segnale più che mai evidente di quanto ci sia bisogno di storie appassionanti per coinvolgere l’attenzione delle nuove generazioni. E quali testi potrebbero essere più travolgenti dei grandi classici greci?

La canzone di Achille

copertina del libro la canzone di achille di Madeline Miller

Scritto nel corso di dieci anni, La canzone di Achille (Marsilio, traduzione di Matteo Curtoni e Maura Parolini) è stato l’esordio di Madeline Miller, con cui la scrittrice ha vinto l’Orange Prize nel 2012.

Il romanzo è una rivisitazione della guerra di Troia, dalla quale, però, sono esclusi tutti gli elementi cruenti e bellicosi, le stragi, la crudeltà e l’orrore. L’attenzione è infatti focalizzata sul legame tra Achille e Patroclo, dapprima amici, poi amanti e infine compagni di guerra. La loro è un’unione assoluta, in grado di superare qualsiasi prova e qualsiasi ostacolo, perfino la morte: dopo aver perso la vita sulla pianura troiana, i due ragazzi restano uniti per sempre con le ceneri mischiate in una sola, preziosissima urna.

Madeline Miller va oltre il racconto della vicenda tra Elena e Paride, spostando i riflettori su una relazione non approfondita, ma perfettamente seminata tra le maglie del mito greco (ci sono state molte insinuazioni sul fatto che Achille e Patroclo fossero amanti; Eschilo, in una sua opera, cita i loro baci frequenti).

Madeline Miller e la passione per la letteratura classica

La passione dell’autrice per la letteratura classica è nata durante l’infanzia, da quando sua madre le leggeva i racconti di Omero prima di andare a dormire. La descrizione di Achille, il personaggio metà uomo metà dio, la rappresentazione del suo dolore, del suo orgoglio e della sua ira, sono stati un pensiero fisso, tanto da rappresentare per lei il vero punto di svolta dell’Iliade.

“Ero estremamente colpita dalla terribile, addolorata e devastata reazione di Achille alla perdita di Patroclo. Quello era il passaggio su cui continuavo a tornare, perché volevo approfondirlo. Patroclo è una figura sfuggente all’interno del poema. È un mistero. Per questo volevo capire: chi è quest’uomo? Perché significa così tanto per Achille?”, ha raccontato in un’intervista al Guardian. È stato quindi questo l’interrogativo che l’ha guidata nella lunga stesura del romanzo e nel corso dei sui studi (Miller ha frequentato la facoltà di lettere classiche alla Brown University). Ma non era certo l’unico.

Circe

copertina del romanzo circe di madeline miller

Un’altra figura che ha affascinato per lungo tempo Madeline Miller è Circe, personaggio che infatti dà il titolo al suo secondo romanzo, uscito nel 2018 e pubblicato in Italia sempre da Marsilio, con la traduzione di Marinella Magrì.

Dall’Iliade ci siamo dunque spostati sull’Odissea, altro grande classico della letteratura greca, e in particolare sulla maga che ama Odisseo, celebre incantatrice e seduttrice, temuta per la sua abitudine di trasformare i suoi compagni in maiali.

Eppure esistono un prima e un dopo nella vita di questa ammaliante creatura. Circe è figlia di Elios, dio del sole, e della ninfa Perseide, ma è profondamente diversa dai genitori e dai fratelli divini: ha un aspetto fosco, un carattere difficile, un temperamento indipendente; è perfino sensibile al dolore del mondo e preferisce la compagnia dei mortali a quella degli dèi. “È una figura così vivida nell’Odissea”, racconta Miller in un’altra intervista, sempre al Guardian, “una terrificante e bellissima dea-strega che tiene addomesticati leoni e lupi e trasforma gli uomini in maiali. Ma è solo un cameo: non appena appare, Ulisse sta già salpando. Omero non ci dice nulla dei suoi tormenti interiori, o di come sia diventata così com’è“.

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Una figura intrappolata tra due mondi

Ecco quindi una nuova sfida per l’autrice, che ha deciso di riprendere e rielaborare la storia della maga, mettendola al centro del suo romanzo. “Ero incuriosita da un passaggio che la descrive come una dea ‘che parla come un mortale’. Mi sono chiesta: cosa significa essere una dea che parla come un umano? Quel dettaglio la rendeva una figura intrappolata tra due mondi, ma non appartenente a nessuno. Una sorta di outsider”.

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Si tratta inoltre della prima strega della letteratura occidentale, una donna che sfugge alla sua condizione e che lotta per la sua indipendenza. Così Miller ci rivela un’altra versione della sua storia, raccontandoci l’approdo di Circe sull’isola di Eea e soffermandosi sui suoi sentimenti, nonché sugli incontri che le riserva la sorte – con l’ingegnoso Dedalo, con il mostruoso Minotauro, con la feroce Scilla, con la tragica Medea, con l’astuto Odisseo, e anche con la misteriosa Penelope. Ma il destino non fa sconti a nessuno, nemmeno a una donna come lei: alla fine Circe dovrà scegliere chi essere, una volta per tutte: se appartenere al mondo degli dèi, dov’è nata, o a quello dei mortali, che ha imparato ad amare. La sua, come quella di Achille, è una parabola che si fa portavoce di molteplici temi, di conflitti universali, che appartengono a tutti i tempi e a tutte le generazioni: motivazione che, pur nella sua semplicità, si conferma essere la principale fonte del successo della scrittrice.

Galatea

Copertina del libro Galatea di Madeline Miller

Nelle Metamorfosi, il poeta latino Ovidio racconta un mito: Pigmalione è uno scultore di Cipro che si innamora di una statua da lui stesso creata, trattandola come se fosse viva. Durante le feste in onore di Afrodite, lui implora la dea di dar vita alla sua amata: quando questo accade, dal loro amore nasce Pafo.

Ed è proprio da questa storia che ha preso il via il terzo libro di Miller, arrivato in Italia nel 2022 con il titolo di Galatea (nome affibbiato alla protagonista della storia nel corso della tradizione successiva a Ovidio), proposto da Sonzogno nella traduzione di Marinella Magrì, impreziosita (solo nell’edizione italiana) dalle illustrazioni di Ambra Garlaschelli.

Galatea sviluppa in modo del tutto singolare il tema dell’amore che diventa ossessione e possesso, attraverso il personaggio di Pigmalione, tormentato dalla gelosia che nutre nei confronti della compagna e della figlia.

Violenza, abuso, solitudine, ma anche consapevolezza, forza di reagire e ribellione: l’autrice scrive un inno alla libertà e all’autodeterminazione, mentre questa sua nuova Galatea diventa un monito e un esempio dal respiro universale.

Mestra

Mestra di Madeline Miller

Arriviamo quindi all’ultimo lavoro dell’autrice statunitense, che per questa nuova storia si è appoggiata al mito di Mestra, figlia di Erisittone, re di Tessaglia. Egli, dopo aver abbattuto una quercia secolare cara a Demetra, viene punito dalla dea con la condanna a una fame perenne.

Dopo aver raggiunto la rovina, al fine di racimolare denaro per comprare cibo, Erisittone comincia a vendere anche la figlia, la quale però ha il potere – donatole da Poseidone – di assumere qualsiasi sembianza desideri: la storia si conclude con la morte di Erisittone, che finisce per divorare sé stesso.

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La rivisitazione del mito arriva in Italia con il titolo di Mestra, in un’edizione Sonzogno tradotta di nuovo da Marinella Magrì, e con le illustrazioni di Ambra Garlaschelli. Nel libro, l’attenzione viene portata sulla volontà di riscatto della protagonista, sulla libertà, sulla ribellione e sull’importanza del corpo.

Ancora una volta, dunque, al centro della narrazione c’è il mito, che si fa chiave di lettura per affrontare il fascino di temi che hanno attraversato la storia e la tradizione e sono arrivati fino a oggi.

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