Parliamo di uno dei filoni narrativi più apprezzati, sin dai giorni difficili della pandemia. Ormai da anni gli scaffali delle nostre librerie ospitano i cosiddetti libri “feel good”, romanzi “coccola”, che promettono a chi legge di stare bene, di avere un conforto, una piccola carezza, da una situazione difficile che si sta attraversando. Tra gattini che bazzicano per le librerie, locande con caffè magici e investigatori culinari, vi proponiamo una selezione di questi titoli, che arrivano dal Giappone ma non solo: da “Finché il caffè è caldo” a “Le ricette perdute del ristorante Kamogawa”, passando per “A volte basta un gatto” e “I miei giorni alla libreria Morisaki”, fino a “Finché non aprirai quel libro” e a molti altri titoli di successo

Libri feel good, di sicuro ne avete sentito parlare. Sono stati descritti come romanzi che fanno bene al cuore, all’anima. Libri “coccola, che fanno compagnia a lettrici e lettori anche durante i periodi più bui.

Libri che sollevano il morale, che fanno sorridere, libri sì “leggeri”, ma che, allo stesso tempo, permettono a chi legge di portare avanti riflessioni sulla propria situazione o sul proprio stato d’animo.

Ci riferiamo a quelle opere narrative che, come da definizione, “fanno stare bene” e che da qualche anno a questa parte stanno scalando le classifiche di vendita, non solo in Italia. Opere che (spesso, ma non sempre) vengono dall’altra parte del mondo e che, paradossalmente, sono apprezzate proprio per la loro patina “estera“, un valore aggiunto che permette di riconoscersi in fatti e situazioni, offrendo anche il giusto distacco (un ramen al posto di una pizza, una festa shintoista al posto di una cristiana), che dà la possibilità di immedesimarsi, ma senza sentirsi giudicati.

Viaggio nel feel good giapponese

Giunti in gran parte dei casi dal Paese del Sol Levante, questi romanzi hanno spopolato (e continuano a farlo) nelle nostre librerie, aggiudicandosi anche dei settori dedicati.

Ma come orientarsi nella gran quantità di titoli che sono stati tradotti? C’è un ordine da cui partire? Una comunanza di temi a cui aggrapparsi?

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Per rispondere a queste domande, abbiamo pensato di stilare una lista di titoli (certamente non con la pretesa di essere esaustivi), partendo da quattro “macrocategorie“: quattro tematiche in cui ci è sembrato giusto suddividere i tanti titoli, che verranno presentati, quindi, in ordine d’uscita in Italia.

Partiamo dunque per questo viaggio nel feel good giapponese, una coccola per gli appassionati, una sorpresa piacevole per i curiosi.

Indice

Libri feel good: caffè, ristoranti e locande

Iniziamo dal primo tema che abbiamo individuato nella suddivisione della lista. Parliamo di romanzi che sono ambientati in caffè, ristornati o locande, tutti rigorosamente caratterizzati da elementi che li rendono unici. Spesso sono attorniati da un’aura magica o leggendaria e, di solito, si tratta di posti piccoli, difficili da trovare, nascosti in una strada secondaria di una grande città.

Al luogo è sempre legato la figura di un locandiere, un ristoratore o un barista che, come il suo locale, ha sempre qualcosa di magico, di diverso, che lo rende subito riconoscibile. Come gli aiutanti magici delle fiabe, questi personaggi sono decisivi nella risoluzione dei problemi dei clienti del posto: sono persone dal carattere forte, dispensatori di consigli e custodi di saggezza.

Ma ciò che, più di tutto, spicca tra le pagine di questi romanzi sono i cibi e le bevande. Rigorosamente legate alle tradizioni giapponesi, le pietanze sono sempre presentate con descrizioni dettagliate, che fanno venire l’acquolina in bocca. Più di tutto, è nella loro preparazione e consumazione che risiede il segreto per ritrovare la tranquillità perduta. Ecco, dunque, alcuni esempi di titoli che rientrano in questa descrizione.

Finché il caffè è caldo

Finché il caffè è caldo, libri feel good

Partiamo con questa carrellata di libri feel good con un caposaldo del genere, un romanzo che, possiamo dirlo con una certa sicurezza, ha dato inizio a tutto. Stiamo parlando di Finché il caffè è caldo (Garzanti, traduzione di Claudia Marseguerra) di Toshikazu Kawaguchi. Nato come un’opera teatrale, il libro – che si è fatto strada “a colpi di passaparola online e consigli delle librerie indipendenti”, come scrive Repubblica – è diventato ben presto un caso editoriale, in un momento storico, quello della pandemia, in cui c’era davvero bisogno di conforto.

La trama porta in un piccolo caffè di Tokyo che nasconde un segreto: si narra che bevendo il caffè servito nella locanda si possa tornare nel passato. Ma ci sono delle regole da rispettare: la prima, e la più importante, è che bisogna tornare indietro prima che il caffè si freddi.

Al libro sono seguiti altri quattro titoli – Basta un caffè per essere felici, Il primo caffè della giornata, Ci vediamo per un caffè, Quando il caffè è pronto e un film: Cafe Funiculi Funicula. Nel 2025 l’autore è tornato in libreria con La bottega del tempo ritrovato (Garzanti, nella traduzione di Daniela Guarino).

Mentre aspetti la cioccolata

copertina di Mentre aspetti la cioccolata, libri coccola

Tra i numerosi libri feel good che vedono al centro della trama una locanda c’è anche Mentre aspetti la cioccolata (Garzanti, con la traduzione di Laura Solimando), di Michiko Aoyama. In questo caso, si tratta di una piccola caffetteria di Tokyo, chiamata Marble, che si trova tra file di ciliegi in fiore. Qui, ogni giovedì alle tre di pomeriggio è presente una donna, seduta sempre sulla stessa sedia. Ordina cioccolata calda e passa il tempo a scrivere lettere, a volte sorridendo, a volte piangendo. Nessuno sa chi sia, ma è il fulcro del locale, nel quale si riuniscono una serie di personaggi che non riescono a distogliere lo sguardo dalla figura, perché, con la sua presenza, rende l’atmosfera speciale, come se qualcosa di unico o inaspettato stia per accadere.

Michiko Aoyama è tornata in libreria di recente con Fino all’ultima goccia di tè.

Le ricette perdute del ristorante Kamogawa

copertina di Le ricette perdute del ristorante Kamogawa, libri feel good

Coccole assicurate anche tra le pagine di Le ricette perdute del ristorante Kamogawa (Einaudi, nella traduzione di Alessandro Passarella) di Kashiwai Hishashi. Ci spostiamo a Kyoto: alle spalle del templio Higashi Hongan, c’è il ristorante Kamogawa. Il locale è gestito da un padre e una figlia che hanno fama di essere investigatori culinari. Gli avventori arrivano chiedendo di rintracciare le ricette che hanno segnato momenti importanti della loro vita: gli udon cucinati da una moglie scomparsa, uno stufato di manzo assaggiato da una vecchina durante un appuntamento con il suo primo amore. Il libro è il primo di una serie di sette volumi.

Il Caffè della Luna Piena

Il caffè della luna piena, libri fee good

Mai Mochizuki firma un libro “coccola” che mescola l’elemento ristorante con un altro molto presente, e altrettanto apprezzato, nel filone feel good: quello dei gatti (che approfondiremo in seguito). Il Caffè della Luna Piena (Mondadori, traduzione di Giuseppe Strippoli) racconta di un caffè molto particolare, che compare nelle notti di luna piena per le vie di Kyoto: a gestirlo, infatti, sono un gatto tigrato, esperto di astrologia, e i suoi due felini aiutanti.

Qui non è possibile ordinare ciò che si vuole, sono i gatti a decidere cosa offrire. Il menù prevede dolci a tema “astrale”, in grado di consolare i cuori affranti degli avventori, a cui viene offerto anche un servizio di lettura della carta astrale.

La storia prosegue con Ascolta i tuoi veri desideri.

La pasticceria di mezzanotte

La pasticceria di mezzanotte, libri coccola

Non proprio una locanda, certo, eppure la pasticceria descritta in La pasticceria di mezzanotte – La straniera (Garzanti, traduzione di Daniela Travaglini), restituisce quel senso di accoglienza e magia che abbiamo trovato nei libri riportati in questa selezione. Noriko Onuma racconta di un luogo dove “condividere un pezzo di pane caldo è come regalare una carezza”.

Aperta solo di notte, la pasticcera è il posto giusto per chiunque stia cercando un rifugio: come Nozomi, che non ha mai assaggiato “dolcezza” nella vita. Ma a tenderle le braccia ci sono il signor Kurebayashi, un uomo che sembra saper leggere l’anima delle persone attraverso il pane che sforna, e Hiroki, il giovane panettiere dallo sguardo serio e dalle mani gentili. A questo libro sono seguiti La vacanza, Lo studente e Il ciliegio.

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Libri feel good: gatti

Passiamo adesso al secondo tema di quelli che abbiamo individuato come ricorrenti all’interno dei libri feel good, ovvero quello dei gatti, di sicuro uno dei più popolari.

La cultura giapponese è fortemente legata alla figura felina: i gatti sono protagonisti di leggende e superstizioni ma anche, in tempi più recenti, in anime e film d’animazione (personaggi dello studio Ghibli, gli anime Doraemon, Hello Kitty etc).

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Ecco che dunque si spiega la loro presenza all’interno dei libri “coccola”. Nella maggioranza dei casi si tratta di figure magiche che aiutano un personaggio umano a risolvere un conflitto, a maturare o affrontare un dolore. Spesso caratterizzati da una personalità forte, ironica o cinica, questi animali affiancano il protagonista nel processo di maturazione o di risoluzione del conflitto. Infatti, è proprio questo binomio tra la personalità forte del felino e quella più debole dell’umano a scandire il ritmo della narrazione.

Cronache di un gatto viaggiatore

copertina di Cronache di un gatto viaggiatore, libri feel good

Cominciamo questa carrellata che vede protagonisti i gatti all’interno dei romanzi feel good con Cronache di un gatto viaggiatore (Garzanti, traduzione di Daniela Guarino) di Hiro Arikawa. Il libro racconta la storia, narrata in prima persona, di un gatto randagio di nome Nana e del suo padrone (che in passato l’ha salvato) Satoru, che dopo aver perso il lavoro è costretto a trasferirsi. Per questo non può più occuparsi di Nana. Così i due si mettono in viaggio alla ricerca di un nuovo padrone per il felino, da cercare tra le amicizie di Satoru.

Alla fermata dei desideri è l’ultimo lavoro pubblicato in Italia dell’autrice.

La mia vita con i gatti

copertina di La mia vita con i gatti, libri coccola

Tra i libri che si posano nell’animo del lettore come una coccola anche La mia vita con i gatti (Einaudi, traduzione di Laura Testaverde) di Morishita Noriko. La protagonista, Noriko, è una scrittrice sulla cinquantina tornata a vivere con la madre dopo la morte del padre, bloccata in una routine da cui non riesce a uscire e che le impedisce anche di scrivere.

In cerca di una svolta, fa visita a un tempio shintoista con una richiesta: “Dammi la felicità”. Il giorno dopo, davanti casa sua compare una gatta randagia che sta dando alla luce una cucciolata. Così comincia la convivenza della scrittrice con i gattini “capaci di portare un grande cambiamento” nella sua vita. Grazie a loro, infatti, farà incontri speciali e scoperte sorprendenti su se stessa, la vita e, soprattutto, la felicità e la sua ricerca.

A volte basta un gatto

copertina di A volte basta un gatto, libri feel good

A volte basta un gatto (Garzanti, traduzione di Daniela Guarino) di Saki Murayama racconta di un gatto bianco che si aggira per un prestigioso grande magazzino giapponese. Tutti vogliono incontrarlo, perché incrociarlo significa esaudire un desiderio. Ma trovarlo non è facile perché lui sa come sfuggire ai tanti desideri rimasti taciuti…

Un gatto per i giorni difficili

copertina Un gatto per i giorni difficili, libri coccola

Tra i libri feel good che vedono protagonisti felini anche Un gatto per i giorni difficili (Rizzoli, traduzione di Raffaele Papa) di Ishida Syou. Le pagine di questo romanzo ci portano nel cuore della Nakagyo Kokoro, una clinica di Kyoto per chi ha smarrito se stesso.

A ogni paziente viene prescritto un gatto, mettendo in atto una vera e propria “terapia felina”. I pazienti scopriranno come l’affetto di questi compagni a quattro zampe possa ribaltare e migliorare la loro quotidianità, risvegliando forza e gioia anche nei giorni più cupi.

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Il caffè dei gatti messaggeri

copertina di Il caffè dei gatti messaggeri, libri coccola

Il caffè dei gatti messaggeri di Nagi Shimeno (Nord, traduzione di Maria Cristina Gasperini) racconta del gatto Fūta che, dopo una lunga vita accanto alla sua famiglia, è arrivato nell’aldilà dei gatti.

Al felino manca tanto Michiru, la sua umana, ma, per fortuna, esiste un punto di contatto tra i due mondi: il Café Pont, un vero e proprio ponte situato al confine tra il regno dei vivi e quello dei morti. Qui, chi lo desidera può riconnettersi con una persona che ha perso: basterà scrivere il nome del defunto su un foglietto e consegnarlo alla proprietaria. Sarà lei a selezionare il gatto giusto, che consegnerà il messaggio. Se Fūta riuscirà a portare a termine correttamente cinque incarichi senza errori potrà incontrare di nuovo Michiru…

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Libri feel good: librerie e libri sui libri

Passiamo adesso a un tema sicuramente apprezzato da chi ama la lettura, spesso protagonista dei romanzi con tematiche feel good: quello che vede libri o librerie protagonisti di queste storie. Qui le opere letterarie fanno da padrone: che siano occidentali oppure orientali, attorno ai volumi si svolge la maggior parte della trama, di solito ambientata in piccoli negozi nascoste dietro l’angolo di famosi quartieri e gestite da librai e libraie dal cuore d’oro. Può capitare, e dopo la rassegna precedente di consigli non ce ne stupiamo, che tali librerie sono bazzicate da simpatici gatti, che ne fanno un po’ da mascotte.

Anche in questo caso, va risolto un conflitto, elaborato un lutto, superata una separazione e i libri saranno di grande aiuto. Alcuni dei protagonisti sono appassionate lettrici e lettori, altri, invece, completamente estranei a questo mondo. Ad ogni modo, è la figura del libraio che fa loro da tramite, attraverso consigli e citazioni, facendo avvicinare i personaggi a quel romanzo che cambierà loro la vita.

I miei giorni alla libreria Morisaki

copertina di I miei giorni alla libreria Morisaki, libri feel good
Cominciamo la nostra passeggiata tra le librerie giapponesi con I miei giorni alla libreria Morisaki (Feltrinelli, traduzione di Gala Maria Follaco) di Satoshi Yagisawa. Il romanzo è ambientato a Jinbōchō, Tōkyō: il famoso quartiere delle librerie, dove si trova anche la Morisaki, che appartiene alla famiglia della protagonista, Takako, da tre generazioni.

Qui lavora lo zio Satoru che offre alla ragazza, che non esce di casa da quando è stata lasciata dal suo fidanzato, di trasferirsi al piano di sopra del negozio in cambio di qualche ora di lavoro. Takako non è una grande lettrice, ma si lascerà conquistare dalla libreria, dove avrà modo di conoscere i clienti abituali e ascoltare le loro discussioni sulla letteratura giapponese moderna.

Le avventure della libreria Morisaki continuano in Una sera tra amici a Jinbōchō.

Finché non aprirai quel libro

copertina di Finché non aprirai quel libro, libri feel good

Un altro libro dal sapore feel good che vede i libri al centro della trama è Finché non aprirai quel libro (Garzanti, traduzione di Daniela Guarino) di Michiko Aoyama. Protagonista di questo romanzo è la signora Komachi, una bibliotecaria non come tutte le altre: entrando nella sua biblioteca, tramite la domanda “Che cosa cerca?”, lei riesce a intuire quali siano i desideri, i rimorsi e i rimpianti delle persone che le stanno di fronte. Così, sa consigliare il libro capace di cambiare loro la vita. Il suo compito è quello di “indicare la strada grazie al potere mai sopito dei libri”.

Il gatto che voleva salvare i libri

copertina di Il gatto che voleva salvare i libri, libri coccola

Come promesso, ecco che i felini ritornano in questo filone dei romanzi feel good, questa volta passeggiando tra i libri. In Il gatto che voleva salvare i libri (Mondadori, traduzione di Bruno Forzan) di Sosuke Natsukawa, il proprietario della libreria Natsuki, un’oasi di pace e un rifugio lontano dal chiasso della quotidianità, è morto e il suo timido nipote Rintaro, un hikikomori che adora passare le sue giornate tra gli scaffali del nonno, eredita la libreria, che è sull’orlo del fallimento. Un giorno, fa la sua comparsa nel negozio un gatto parlante, che lo convince a partire per salvare i libri dalla loro scomparsa, in un’avventura a tappe, attraverso quattro labirinti.

Le libraie di Kichijoji

copertina di Le libraie di Kichijoji, libri coccola

Passiamo adesso alla storia di una libreria di catena, la Pegasus Shobō, e di due colleghe che vi lavorano: Riko, dirigente e austera, e Aki, giovane e appassionata. Tra le due non scorre buon sangue, ma quando capiranno che il negozio ha i giorni contati (il proprietario della catena ha intenzione di chiuderla), dovranno unire le forze, tra discussioni sui generi letterari, scaffali da allestire e presentazioni con gli autori da organizzare. Questa la trama del libro feel good Le libraie di Kichijoji (Einaudi Stile Libero, traduzione di Bruno Forzan) di Aono Kei.

Il negozio di libri usati di Jiro

copertina di Il negozio di libri usati di Jiro

Veniamo a un altro libro “coccola” ambientato in un negozio di libri: Il negozio di libri usati di Jiro (Garzanti, traduzione di Daniela Guarino) di Hika Harada. La libreria Takashima, a Tokyo, è il cuore pulsante di un intero quartiere e ora tocca a Sango gestirla, anche se non sa se sarà capace di farlo.

Ben presto si renderà conto del potere che i libri hanno sulle persone e che lei non è sola: sua nipote Mikki l’accompagnerà in questo viaggio. Così, le storie di chi frequenta la libreria si intrecciano con quelle nascoste nei volumi presenti tra gli scaffali. Tra queste, c’è anche quella di Sango, che è “un libro ancora in attesa di essere aperto”.

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Libri feel good: non solo Giappone

Per completare questo viaggio tra i libri feel good abbiamo pensato di aggiungere alla lista alcuni titoli che non sono ambientati in Giappone, ma che riprendono i temi trattati in questi romanzi. Da alcuni anni a questa parte, infatti, altri autori e autrici, ispirati dalla popolarità di questi libri, hanno cominciato a scrivere libri “coccola”, con ambientazioni del tutto inedite.

Il minimarket della signora Yeom

copertina di Il minimarket della signora Yeom

Dal Giappone ci spostiamo in Corea del Sud: Il minimarket della signora Yeom (Salani, traduzione di Claudia Soddu) di Kim Ho-Yeon (A Jeju nasce il vento, Le meraviglie del minimarket di Cheongpa) è infatti un libro feel good ambientato a Seoul. Il senzatetto Dokko trova per terra una pochette rosa contenente dei documenti e un portafogli e decide di mettersi in contatto con la proprietaria: non sa che questa decisione gli cambierà la vita.

Dall’altro lato del telefono gli risponde infatti Yeom, un’insegnante di storia in pensione, che gli è così grata da decidere di portarlo nel suo minimarket per offrirgli qualcosa da mangiare, invitandolo a tornare ogni volta che vuole. Giorno dopo giorno il legame tra i due cresce e la signora gli propone di lavorare nel suo negozio durante il turno di notte. Sarà l’inizio di un nuovo percorso di vita…

Il caffè dei tarocchi per i giorni felici

copertina di Il caffè dei tarocchi per i giorni felici, libri coccola

Restiamo in Corea con questo libro “coccola” ambientato in un piccolo locale in cui “l’aria profuma di caffè appena macinato e di storie non dette”. Qui Shin Seryeon legge i tarocchi ai clienti che, dubbiosi, trovano in lei una guida discreta, pronta ad aiutarli a ritrovare un po’ di chiarezza. Ma anche lei porta con sé un cuore ferito e non sa se riuscirà mai a ritrovare la speranza.

Tra nuovi arrivi, incontri inattesi ed emozioni che riaffiorano, il caffè diventa il posto in cui Seryeon “impara a confrontarsi con ciò che è stato e con ciò che potrebbe ancora essere”. Questa la trama del libro feel good Il caffè dei tarocchi per i giorni felici (Newton Compton, traduzione di Claudia Soddu) di Moon Hye-jung.

Un insolito negozio di sogni e vinili

copertina di Un insolito negozio di sogni e vinili

Jeongwon ha perso troppo e, dopo la tragica scomparsa dei suoi genitori e del suo fratellino, ha deciso di farla finita. Prima, però, ha un ultimo desiderio da realizzare: trovare una casa alla sterminata collezione di dischi di suo padre.

Apre quindi un piccolo negozietto sgangherato, privo persino d’insegna, che diventa ben presto un luogo di incontro, un rifugio per altre persone che, “come Jeongwon e i suoi dischi di seconda mano, sono state graffiate dalla vita”. Il romanzo è intitolato Un insolito negozio di sogni e vinili, (Nord, traduzione di Mary Lou Emberti Gialloreti) ed è scritto a quattro mani da Jin Pyung Lim e Hee Eun Koh.

Piccole dosi di felicità

copertina di Piccole dosi di felicità, libri feel good

Ci spostiamo in Europa con la scrittrice norvegese Siri Østli, autrice di libri feel good con ambientazioni nordiche. Tra questi, Piccole dosi di felicità (Garzanti, traduzione di Giulia Pillon) racconta di Kristi che ogni mattina “si sveglia in attesa dell’inaspettato”.

Non ha paura del cambiamento e trasmette il messaggio anche ai clienti del suo negozio. Ma non è sempre stato così: rimasta incinta quando era solo una ragazza, ha dovuto prendere le distanze dalla famiglia per costruirsi un futuro in città. Ma se il passato è ormai alle spalle, anche il presente le riserva qualche sfida…

I buoni propositi

copertina di I buoni propositi, libri coccola

E infine ci spostiamo in Italia con alcuni esempi di libri “coccola” ambientati nel nostro Paese. Uno di questi è sicuramente Buoni propositi (Salani) di Sabrina Gabriele: un mosaico di storie che vedono come sfondo una piccola libreria nel centro di Bologna. Siamo nel dicembre del 1981 e, come ogni anno, è in corso un rito particolare: i clienti della libreria scrivono su dei foglietti i loro propositi per l’anno nuovo e li lasciano dentro alle pagine dei volumi usati. Il libraio, Vanni Maestri, ha da tempo messo da parte il suo sogno e ha scelto di essere il custode di quelli altrui. Ma quando Agata, la sua giovane assistente, trova il primo buon proposito nell’archivio del retrobottega, qualcosa si mette in moto…

La volta giusta

copertina di La volta giusta, libri feel good

In ultimo, citiamo qui un’altra autrice italiana apprezzata per le sue fiabe contemporanee” che fanno “sentire a casa: Lorenza Gentile, recentemente in libreria con La volta giusta (Feltrinelli). Una locanda in un minuscolo borgo di montagna, una trentenne romantica rimasta sola con un sogno che non è il suo, e una comunità pronta a correrle in soccorso: questi gli elementi alla base di questo romanzo dal sapore feel good, che segue le vicende di Lucilla, che si ritrova sola in un borgo dimenticato sulle Alpi Marittime, a rischio di spopolamento.

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