Tampon tax, sindrome premestruale, pillola contraccettiva, leggende e superstizioni: sono davvero tante le cose da dire sulle mestruazioni. Vi proponiamo un percorso di lettura in cui si citano tanti libri che parlano del tema da diverse prospettive (tra cui saggi, manga, manuali), affinché i pregiudizi e i tabù che ruotano attorno a questo argomento siano definitivamente aboliti – L’approfondimento

“Le mie cose”, “quei giorni”, “regole mensili”: esistono svariate espressioni per indicare le mestruazioni. Giri di parole che vengono usati da sempre, per evitare di chiamare un fenomeno del tutto naturale con il proprio nome. Sulla nascita del tabù delle mestruazioni abbiamo già scritto, ma nel difficile periodo del recente lockdown è emerso nuovamente: online diverse donne hanno dichiarato di aver avuto dei ritardi nel ciclo, probabilmente una reazione emotiva causata dallo stato di ansia e di stress dovuto all’emergenza.

Dall’altra parte si è riaccesa la questione legata alle tassazione sui prodotti per l’igiene intima femminile (assorbenti, tamponi, coppette mestruali), sui quali in Italia è ancora applicata l’Iva al 22%, cioè quella che viene applicata a tutti i prodotti non considerati essenziali.

Del resto è da un po’ di anni che le mestruazioni sono diventate centro di dibattito: in particolare dal 2015 (ribattezzato per l’appunto “l’anno del ciclo“), quando è stata avviata una fitta discussione su questa tematica: non solo tampon tax, ma anche le scarse condizioni igienico-sanitarie a cui bambine e ragazze sono sottoposte nei paesi in via di sviluppo (in Nepal, ad esempio, sono costrette ad allontanarsi da casa durante i giorni del ciclo) o, ancora, le discriminazioni lavorative nei confronti delle donne soltanto perché hanno le mestruazioni.

Dalla pubblicazione su Instagram della famosa foto di Rupi Kaur (in cui la poetessa canadese di origine indiana si mostrava con un pantalone macchiato di sangue), e dalla dichiarazione della scrittrice e attrice Lena Dunham, che ha raccontato di essere affetta da endometriosi (una dolorosa patologia ancora poco riconosciuta, in cui l’endometrio, il tessuto che ricopre la cavità interna dell’utero, cresce in zone del corpo in cui non dovrebbe trovarsi), sono state in molte a cercare di scardinare il silenzio che aleggia attorno alle mestruazioni, attraverso interventi, articoli e libri.

Tra questi ricordiamo la pubblicazione di Questo è il mio sangue (Einaudi, traduzione di Margherita Botto) della giornalista francese Élise Thiébaut, un saggio provocatorio che mira a sensibilizzare e a fare chiarezza su molti aspetti, come per esempio la sindrome premestruale, le superstizioni legate al ciclo e l’utilizzo della pillola, mostrando quanto le leggende e i non detti abbiano influito per secoli sulla condizione delle donne e delle ragazze.

questo è il mio sangue

E a proposito di adolescenti, è proprio a questo pubblico che spesso ci si rivolge quando si parla di mestruazioni, perché se è vero che il dibattito è caldo nell’ambiente culturale, è altrettanto vero che bisognerebbe partire dai più giovani per un cambiamento radicale: è da quando si è piccole, infatti, che ci si abitua a nascondere gli assorbenti nella manica per non farsi notare, e che si bisbiglia all’orecchio delle compagne per non far accorgere nessuno che si sta chiedendo di dare una controllata ai pantaloni.

Ma, si sa, alle bambine non “è bene” parlare di queste cose. Esemplificativo è il caso di una delle favole più popolari di tutti i tempi: Cappuccetto Rosso, conosciuta in molteplici versioni letterarie (tra le più celebri quella di Perrault e dei fratelli Grimm), eccetto quella in cui emerge un motivo che riguarda l’inconsapevole pasto cannibalesco della bambina protagonista che, secondo la tradizione orale, mangia la carne e beve il sangue della nonna nel quadro di un’evidente contrapposizione generazionale. In questo senso, la favola tratteggia un percorso iniziatico femminile legato alla crescita, e anche il suo “cappuccio rosso” sarebbe simbolo dell’arrivo del menarca.

fazzoletti rossi roberta marasco

Certo, ci sono stati in passato libri in grado di affrontare l’argomento senza timidezza, come Diana, Cupido e il commendatore (Mondadori) di Bianca Pitzorno, in cui la scrittrice parla alle preadolescenti di mestruazioni senza ricorrere alle solite perifrasi.

Tra i volumi usciti invece di recente troviamo Fazzoletti rossi (Il Battello a Vapore) di Roberta Marasco, che racconta la storia di Camilla, una ragazzina di tredici anni che vede diventare virale un suo video imbarazzante in cui racconta le sue prime mestruazioni. O ancora, Rosso è bello di Lucia Zamolo (Sonda, traduzione di Anna Patrucco Becchi), una sorta di diario illustrato che incoraggia le più giovani ad affrontare il ciclo con serenità, senza imbarazzo, aiutandole a diventare più consapevoli dei cambiamenti del loro corpo.

rosso è bello

Parlando di fumetti, invece, due nomi per rimanere in tema sono Il frutto della conoscenza di Liv Strömquisto (Fandango, traduzione di Samanta Katarina Milton Knowles) e Seiri Chan – La Tua Amica Mensile (Edizioni Star Comics, traduzione di Andrea Maniscalco) di Ken Koyama. Diventato un caso in Giappone e recentemente trasposto in un live action, il manga rappresenta le mestruazioni attraverso un cuore antropomorfo di grandi dimensioni – la Seiri Chan del titolo – con cui le donne devono trovare il modo di convivere.

Seiri-chan. La tua amica mensile

Ci sono poi tanti volumi ricchi di spunti, il cui focus non è soltanto il ciclo mestruale, ma la sessualità femminile in generale: dalla descrizione anatomica della vulva, all’orgasmo, passando per temi come la contraccezione, la masturbazione e le malattie trasmissibili, senza tralasciare il modo in cui la storia e la cultura abbiano influito su tutti questi aspetti. Il libro della Vagina (Sonzogno, traduzione di Cristina Falcinella) delle scienziate norvegesi Nina BrochmannEllen Støkken Dahl, e Vengo prima io (Fabbri) della sessuologa Roberta Rossi, sono due esempi brillanti di come si possa avviare una conversazione tecnica e precisa, senza dover per forza perdere la leggerezza e l’ironia. I manuali citati, infatti, sono delle varie e proprie guide divulgative, che non hanno vergogna di rispondere a tante delle domande su cui spesso aleggia imbarazzo (il sesso orale, la sessualità anale, le fantasie erotiche, il porno, i sex toys…).

Tenendo sempre a mente che i libri sulle mestruazioni non sono rivolti soltanto alle donne e alle ragazze, ma anzi, dovrebbero essere letti da tutti affinché i pregiudizi e i tabù siano definitivamente aboliti, questi titoli offrono un modo semplice e divertente per avvicinarsi a un argomento di cui c’è ancora molto da dire.