Come coniugare la lettura a una vita piena di impegni, scadenze e obblighi? Ecco alcuni consigli sui libri da leggere quando si ha poco tempo (tra romanzi brevi di ieri e di oggi, racconti e graphic novel), per non rinunciare alla propria passione nemmeno nei periodi più frenetici – senza dimenticare, però, l’importanza del riposo e della serenità, anche mentre si legge…
Lo sappiamo bene: a volte gli impegni, gli obblighi, le scadenze – in altre parole, la vita – assorbono a tal punto la nostra quotidianità da lasciare spazio a poco altro. “Prima il dovere e poi il piacere“, direbbe qualcuno, ma deve essere sempre così?
È vero che una vita intensa può essere sinonimo di un’esistenza stimolante e ricca di novità, ma è altrettanto vero che è fondamentale, per ognuno di noi, ritagliare uno spazio, anche piccolo, per qualcosa che sia solo nostro.
E per molti lettori e lettrici, questo “qualcosa” è proprio l’attività della lettura per piacere. Non solo un hobby, ma una vera e propria passione, scelta e riconfermata anno dopo anno, titolo dopo titolo, tra alti e bassi, tra impegni scolastici e lavorativi, tra treni da prendere, camicie da stirare e piatti da lavare. Un momento di evasione in cui immaginarsi da un’altra parte, cambiare aria, ritrovare sé stessi, scoprire qualcosa di nuovo o anche solo rilassarsi.
Quando manca dalla nostra routine troppo a lungo, avvertiamo l’assenza della lettura con una sensazione nitida, che oscilla tra la frustrazione, la nostalgia e l’irrequietezza. Per questo motivo è fondamentale trovare delle strategie per non rinunciare a questo momento speciale, anche nei periodi più frenetici. Senza dimenticare, però, che leggere non è una gara, e che ognuno risponde allo stress in modo diverso: è importante riuscire ad accettare i nostri limiti personali e darci del tempo per ricaricare le energie, per non vivere la lettura come un’altra fonte di ansia, come un altro “obbligo” pronto ad aggiungersi alla lista.
Ecco quindi alcuni consigli per non perdere la compagnia di un buon libro, anche mentre tutto il resto ci vorrebbe portare lontano.
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Tuffarsi nelle raccolte di racconti
Una prima soluzione potrebbe essere quella di dedicarsi a narrazioni brevi, perfette per riempire i ritagli di tempo senza rappresentare un grosso impegno. Per chi è molto occupato, l’idea di abbandonare un romanzo avvincente per concentrarsi su altre attività può essere fastidiosa – senza contare il rischio di dimenticare un appuntamento perché troppo immersi nella lettura.
Un racconto può dare a chi lo legge quello che cerca (una storia appassionante, curiosa o commovente) in poche decine di pagine. È quindi più facile trovare il tempo per leggere una storia dall’inizio alla fine, che sia durante l’attesa dell’autobus, oppure in coda alle poste. È così che la lettura diventa una piacevole pausa dalla routine, capace di strapparci dal nostro presente per farci conoscere stralci della vita di altri personaggi, alle prese con avventure e misteri, oppure semplicemente con le proprie esistenze.
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Ora non resta che scegliere quale raccolta di racconti leggere. Le possibilità sono innumerevoli, dato che autori e autrici di diverse epoche e luoghi si sono dedicati a questo genere di testi, dalle atmosfere fiabesche di Le mille e una notte al clima inquietante e malinconico di I racconti di Pietroburgo di Nikolaj Gogol’, dalla girandola di storie del Decameron di Giovanni Boccaccio alla quotidiana rassegnazione dei protagonisti di Gente di Dublino di James Joyce.

Grandi scrittrici e scrittori noti per i loro romanzi si sono dedicati brillantemente alla forma breve, che rappresenta quindi un modo alternativo per conoscere e apprezzare la loro penna: è il caso di Virginia Woolf (Oggetti solidi – Tutti i racconti e altre prose, Racconti edizioni, a cura di Liliana Rampello, traduzione di Adriana Bottini), Ernest Hemingway (I quarantanove racconti, Mondadori, traduzione di Vincenzo Mantovani), Dino Buzzati (Sessanta racconti, Mondadori), Roald Dahl (Tutti i racconti, Longanesi, traduzioni di Alba Bariffi, Massimo Bocchiola, Fabrizio Cocco, Luisa Corbetta, Giovanni Garbellini, Paola Uberti del Freo, Attilio Veraldi), J. D. Salinger (Nove racconti, Einaudi, traduzione di Matteo Colombo), Joyce Carol Oates (Il collezionista di bambole, Il Saggiatore, traduzione di Stefania Perosin) e molti altri e altre.

Ma ci sono anche scrittrici e scrittori divenuti celebri proprio grazie ai loro racconti: pensiamo a Raymond Carver, autore delle famose raccolte Di cosa parliamo quando parliamo d’amore e Cattedrale (Einaudi, traduzione di Riccardo Duranti), ma anche allo scrittore argentino Julio Cortázar e all’autrice canadese Alice Munro, definita (non a caso) la “maestra del racconto breve contemporaneo” nella motivazione per il Premio Nobel per la letteratura 2013.

La forma breve, però, si adatta anche ai racconti di genere: chi cerca brividi e misteri può dedicarsi a Tutti i racconti del mistero, dell’incubo e del terrore di Edgar Allan Poe, oppure a Le avventure di Sherlock Holmes di Arthur Conan Doyle, in cui l’abile investigatore è protagonista di dodici brevi indagini.
Per i fan della fantascienza, invece, proponiamo i racconti di Philip K. Dick (pubblicati in Italia da Fanucci), scrittore statunitense che nella sua vita scrisse oltre cento storie brevi, ambientate in mondi futuri e futuristici, tra invasioni aliene, scene apocalittiche e misteriose tecnologie.
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Dedicarsi solo a libri brevi
Dopo una scorpacciata di racconti, forse è il momento di tornare a dedicarsi alla forma romanzo.
Se però l’idea di affrontare centinaia di pagine può spaventare, una soluzione è quella di optare per libri avvincenti e con poche pagine (tra le 100 e le 200), in grado di scacciare definitivamente la paura del cosiddetto “blocco del lettore“. Che sia per via della trama affascinante, dello stile brillante o per la profondità delle riflessioni che sono in grado di generare, ecco qualche esempio di romanzo breve da portare con sé tra gli impegni della settimana, tra libri classici e contemporanei.
Chi cerca storie che trattino temi importanti attraverso la lente della satira e dell’ironia potrebbe far ricadere la sua scelta su La fattoria degli animali di George Orwell, grottesca e spietata critica del totalitarismo sovietico, oppure su Le intermittenze della morte (Feltrinelli, traduzione di Rita Desti) di José Saramago, racconto disincantato delle contraddizioni della società umana tramite gli occhi della morte in persona.

Invece, chi sente di aver bisogno di compagnia per affrontare la vita di tutti i giorni potrebbe cominciare da Colazione da Tiffany (Garzanti, traduzione di Vincenzo Mantovani) di Truman Capote (diventato anche un film cult con Audrey Hepburn e George Peppard) o da Mi chiamo Lucy Barton (Einaudi, traduzione di Susanna Basso) di Elizabeth Strout. Due storie dal sapore dolce-amaro, con due protagoniste indimenticabili: l’eccentrica e vivace Holly Golightly e l’introspettiva Lucy Barton, donne newyorkesi con un passato difficile, entrambe alla ricerca del loro posto nel mondo.

Per chiudere con una risata, invece, si potrebbe puntare sul surreale furto al centro di Nudi e crudi di Alan Bennett (Adelphi, traduzione di Giulia Arborio Mella e Claudia Valeria Letizia), oppure sulla spassosa e cinica narrazione di Veronica Raimo in Niente di vero (Einaudi).
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Scegliere un graphic novel (o un fumetto)
Arriviamo ora a un genere diventato sempre più popolare negli ultimi anni: quello dei graphic novel. Trattandosi di “romanzi a fumetti”, questi libri si rivelano molto adatti ai momenti in cui si ha poco tempo da dedicare alla lettura, dato che l’occhio può scorrere sulla pagina con meno sforzo, muovendosi tra i dialoghi e le riflessioni dei personaggi e servendosi delle illustrazioni per immergersi sempre di più nella storia.
Si tratta di una forma di lettura più veloce, ma non per questo meno intensa e complessa. Esistono infatti diversi tipi di graphic novel: Maus di Art Spiegelman (Einaudi, traduzione di Cristina Previtali), per esempio, è ambientato durante la Seconda guerra mondiale e racconta la persecuzione nazista; caposaldi del genere come Watchmen, di Alan Moore e Dave Gibbons (Panini Comics) e V per vendetta dello stesso Alan Moore e David Lloyd (Panini Comics), invece, esplorano il genere fantastico e distopico.

C’è poi un ricco filone di graphic novel di tipo autobiografico, perfetto per chi è alla ricerca di un più stretto dialogo con l’autore o l’autrice della storia. Per citare qualche titolo, proponiamo Persepolis di Marjane Satrapi (Rizzoli Lizard, traduzione di Cristina Sparagana e di Gianluigi Gasparini), racconto dell’infanzia e adolescenza dell’autrice a Teheran, oppure le opere di Zerocalcare (Michele Rech) e Fumettibrutti (Josephine Yole Signorelli), incentrate sull’inconfondibile voce dei loro autori e sulle loro esperienze personali.
Sono tutti esempi di storie stimolanti e ricche di spunti di riflessione, utili a risvegliare la passione per la lettura e a tenere vivo l’interesse del lettore e della lettrice.
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Immergersi in una storia già amata
Se nessuna soluzione sembra funzionare, resta sempre una possibilità per ritrovare il proprio benessere: ascoltarsi nel profondo e capire cosa può davvero farci stare meglio. A volte, invece di cercare nuove strade, basta fare un passo indietro, recuperare le energie e poi rimettersi in cammino. È qui che entrano in gioco i nostri comfort books. In fondo, cosa c’è di più rassicurante di un luogo che sa di casa?
Questa volta non possiamo fornire un elenco di titoli precostruiti: ognuno di noi ha la propria storia del cuore, quel libro a cui sa di poter tornare nei momenti di necessità, che sia una saga appassionante, un classico intramontabile oppure un romanzo letto quando eravamo piccoli…
Ogni volta che li riprendiamo in mano, questi libri ci portano in un’altra dimensione, rimettendo a posto qualcosa dentro di noi. Non devono però essere solo un rifugio: dovrebbero anche darci la forza di affrontare con più serenità il presente, sapendo che, quando ne avremo bisogno, potremo sempre ritrovare quel piccolo spazio che è solo nostro.
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