Ci sono libri che arrivano nel momento sbagliato; ci sono romanzi che abbiamo amato e a cui vogliamo sempre ritornare; ci sono opere che non si possono afferrare del tutto a una prima lettura: sono tanti i motivi per cui rileggere un libro (vale anche per molti classici). Ecco una selezione di (grandi) titoli che si possono apprezzare di più se letti una seconda volta, per ragioni molto diverse: da “Orgoglio e pregiudizio” a “Cent’anni di solitudine”, passando per “Il signore degli Anelli” e “I promessi sposi”…
In un mondo sempre più frenetico e carico di stimoli, dove lettori e lettrici hanno a che fare, ogni anno, con migliaia di nuovi titoli pubblicati, cosa può spingerci a rileggere un libro già letto? Perché scegliere di usare il proprio tempo prezioso per affrontare nuovamente una lettura, magari di per sé già molto impegnativa?
In questo articolo ci siamo assunti il compito di mostrarvi il potere delle seconde opportunità, non solo per quanto riguarda la letteratura. Infatti, i motivi che possono spingerci a rileggere un libro sono svariati, ma molti hanno a che fare con il desiderio di ritagliare un momento di qualità per sé stessi, scoprendo i propri gusti cambiati, o ricordando un periodo felice del passato.
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Ecco quindi una selezione di libri che, forse, si possono apprezzare meglio se riletti una seconda volta – che si tratti di un’occasione per reimmergersi in un mondo già amato, di un’opportunità per leggere con più attenzione un capolavoro, oppure semplicemente di una sfida personale.
Senza dimenticare che qualsiasi libro, di qualsiasi genere, può dare nuovi spunti ed emozioni se letto una seconda volta – un giusto promemoria per riscoprire il piacere della lentezza anche nella tumultuosa vita quotidiana.
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Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen

“È cosa nota e universalmente riconosciuta che uno scapolo in possesso di un solido patrimonio debba essere in cerca di moglie”: così inizia Orgoglio e pregiudizio (nella traduzione di Isa Maranesi per I grandi libri Garzanti). Uno degli incipit più conosciuti della storia della letteratura, capace di catturare l’attenzione di chi affronta il romanzo per la prima volta, ma anche di trasmettere un fremito di divertimento e aspettativa a chi si appresta a cominciare la seconda lettura. Chi decide di rileggere Orgoglio e pregiudizio è pronto a rituffarsi nell’alta società inglese dell’inizio del XIX secolo, in compagnia dei personaggi memorabili creati dalla penna di Jane Austen. Dalla brillante e ironica Elizabeth Bennet, all’orgoglioso e affascinante Mr Darcy, dalla dolce Jane Bennet all’affabile Mr Bingley, il libro introduce numerose figure vivaci e indimenticabili, con cui è sempre un piacere tornare a passare del tempo.
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La saga di Harry Potter di J. K. Rowling

Proseguendo questo cammino tra i libri da rileggere, arriviamo a un’opera che molti associano all’infanzia, all’adolescenza, o comunque a un periodo ben preciso della propria vita. E dato che, anche se lo desidereremmo tanto, non potremo più rileggere la saga di Harry Potter come se fosse la prima volta (cioè con lo stesso stupore e incanto), quello che possiamo fare, quanto meno, è rileggere i libri di J. K. Rowling una, due, tre volte – in ogni momento in cui desideriamo sentirci a casa. Ogni (ri)lettura è in grado di trasmettere sensazioni e impressioni diverse a seconda del periodo della vita in cui la affrontiamo, ma soprattutto è capace di riportarci nel passato, ai giorni in cui scoprivamo per la prima volta le avventure di Harry e dei suoi amici alla scuola di magia e stregoneria di Hogwarts.
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L’insostenibile leggerezza dell’essere di Milan Kundera

Passiamo a un altro titolo che si presta a numerose riletture, fornendo sempre nuovi interrogativi e spunti di riflessione: L’insostenibile leggerezza dell’essere di Milan Kundera (Adelphi, traduzione di Antonio Barbato e Giuseppe Dierna). Attraverso la voce del narratore, l’autore stesso, seguiamo le tormentate storie d’amore che legano assieme Tomáš, Teresa, Sabina e Franz. Se a una prima lettura potremmo essere portati a concentrarci soprattutto sul corso degli eventi e sui rapporti tra i personaggi, una seconda lettura può aprire le porte a complessi riferimenti filosofici e a una profonda riflessione sull’esistenza, divisa tra “pesantezza” e “leggerezza”. Se però non vi bastasse, in questo articolo approfondiamo altri motivi per (ri)leggere questo classico contemporaneo.
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Delitto e castigo di Fëdor Dostoevskij

Scritto nel 1866, a più di 150 anni di distanza, Delitto e castigo di Fëdor Dostoevskij si presta a innumerevoli riletture, che permettono di sondare ogni volta un lato diverso della psiche di Raskol’nikov, studente di Pietroburgo alle prese con le ripercussioni fisiche e mentali causate da un duplice omicidio. Diviso tra la convinzione superomistica di poter affrontare le conseguenze del delitto, il senso di colpa ossessivo e il timore di essere scoperto, Raskol’nikov scivola in una condizione di paranoia e alienazione. Rileggere Delitto e castigo significa non solo familiarizzare ancora meglio con gli elaborati nomi russi dei personaggi, ma anche approfondire i pensieri contraddittori del protagonista, riflettendo sui complessi concetti di legge e morale.
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4 3 2 1 di Paul Auster

Passiamo ora a un libro che sembra essere stato scritto per invitare alla rilettura: 4 3 2 1 di Paul Auster (Einaudi, traduzione di Cristiana Mennella). Questo imponente romanzo di quasi mille pagine, infatti, racconta la storia di un solo personaggio, Archie Ferguson, attraverso quattro possibili percorsi di vita. Ogni percorso si differenzia dall’altro per piccoli e grandi particolari, mostrandoci quattro realtà alternative per il protagonista, sullo sfondo della New York di metà Novecento. Ognuna delle quattro versioni di Ferguson è narrata parallelamente: i capitoli passano dall’1.1 all’1.2, 1.3, 1.4, per poi ripartire dal 2.1 e così via. Il libro può essere quindi letto una prima volta dall’inizio alla fine, saltando da una versione di Archie all’altra, e una seconda volta raggruppando le singole storie, ognuna da leggere come se fosse un romanzo a sé. Un esperimento divertente e sfizioso per gustare l’abilità stilistica di Paul Auster e notare piccoli dettagli sfuggiti alla prima esperienza.
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Il grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald
Ambientato in una New York sfavillante ma illusoria, Il grande Gatsby di Francis Scott Fitzgerald è un romanzo breve ma ricco di ambiguità da decifrare. Se in un primo momento il narratore, Nick Carraway, ci conduce in un disorientante girotondo di feste sfarzose, corse in automobile e amicizie altolocate, proseguendo con la lettura, iniziamo a intravedere le crepe nella lussuosa facciata dietro cui si nasconde il personaggio di Jay Gatsby.
Rileggendo la storia alla luce del suo triste epilogo, ci si para davanti fin dalle prime pagine l’inquietudine del personaggio di Gatsby, mettendone in evidenza sia il fascino sia la decadente tragicità.
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Il signore degli Anelli di J. R. R. Tolkien

Perché rileggere Il signore degli Anelli (Bompiani, traduzione di Ottavio Fatica, illustrazioni di Alan Lee) di J. R. R. Tolkien? Oltre che per gli ovvi motivi – inoltrarsi nuovamente nella Terra di Mezzo, dalla Contea a Mordor, seguendo l’avventura di Frodo Baggins e della Compagnia dell’Anello – un’altra ragione per ricominciare la lettura di Il signore degli anelli è quella di riscoprire la grandiosità dell’opera di Tolkien. L’autore, infatti, ha lavorato per decenni alla costruzione del suo mondo fantastico, dotandolo di innumerevoli lingue e alfabeti, miti e leggende, popoli e territori, ognuno dei quali descritto meticolosamente.
Riprendere la lettura di questo grande romanzo può permetterci di soffermarci con ancora più attenzione sui dettagli concepiti dalla mente dello scrittore e linguista britannico, e di addentrarci ancora di più nelle sue atmosfere, vivendo la lettura come un vero e proprio viaggio al fianco dei protagonisti, senza l’urgenza di scoprire il finale.
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Cent’anni di solitudine di Gabriel García Márquez

Passiamo ora a uno di quei romanzi che, forse, non è possibile comprendere appieno alla prima lettura, ovvero Cent’anni di solitudine (Mondadori, traduzione di Ilide Carmignani) di Gabriel García Márquez. Considerato il capolavoro dello scrittore colombiano, oltre che uno dei più celebri esempi di realismo magico, il romanzo racconta la storia di sette generazioni della famiglia Buendía, a partire dal capostipite José Arcadio Buendía, fondatore dell’immaginaria cittadina di Macondo. Si crea così un intricato albero genealogico, difficile da esplorare e memorizzare a una prima lettura.
Il romanzo è fitto di personaggi, storie fantastiche, leggende e avvenimenti, accomunati da un unico tema: quello della solitudine, condizione esistenziale di ogni uomo e donna all’interno della storia. Tra continui parallelismi e rimandi tra diverse generazioni, il libro crea nel lettore la sensazione di un eterno presente, un tempo circolare in cui gli eventi sembrano ripetersi all’infinito, intrecciandosi però anche alla storia reale della Colombia.
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Tutti i libri che studiamo a scuola

Arriviamo ora alle vere e proprie “seconde opportunità”: parliamo infatti di tutte quelle opere letterarie che ci hanno accompagnato durante gli anni scolastici, tra verifiche e interrogazioni, portando sempre con sé un po’ di timore, di ansia o addirittura di insofferenza.
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Rileggere un libro, a volte, significa dare a quel titolo una seconda chance, se alla prima volta non era riuscito a lasciare il segno. Niente è più bello di scoprire come cambiano i nostri gusti negli anni: a volte, infatti, affrontiamo il libro sbagliato al momento sbagliato.
Può essere questo il caso de I promessi sposi di Alessandro Manzoni, argomento di sterminate spiegazioni, che piano piano potrebbero aver reso meno incisiva la ricchezza dello stile, la dinamicità dei personaggi e l’efficacia dei colpi di scena. Senza dimenticare la spruzzata di ironia che contraddistingue la scrittura di Manzoni, che a volte tra i banchi di scuola finisce per essere messa in secondo piano.
Tante riletture possono portare ad altrettante riscoperte: da La Divina Commedia di Dante a La coscienza di Zeno di Italo Svevo, da l’Odissea a Il fu Mattia Pascal di Luigi Pirandello, finalmente i libri che alle superiori ci facevano alzare gli occhi al cielo ci rivelano, oggi, tutta la grandezza e la potenza dei classici.
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