Quello degli amori impossibili è un tòpos letterario antichissimo, di cui troviamo già traccia nei miti greci e latini (Orfeo ed Euridice, Enea e Didone…), e che è stato poi ripreso dalla letteratura medievale e moderna (da Tristano e Isotta a Romeo e Giulietta, senza dimenticare Werther e Carlotta, Heathcliff e Catherine, Anna e Vronskij…), nonché da quella del XX secolo e da numerosi romanzi contemporanei – Eccone alcuni fra i più significativi e innovativi del ‘900 e dei nostri giorni, da (ri)scoprire per farsi travolgere dalla passione commovente e inesorabile di chi, nonostante gli sforzi, deve scontrarsi con l’impossibilità di coronare il proprio amore…
Perché ormai è tardi, perché sembra sempre troppo presto.
Per una questione di equilibri familiari, di sesso, di età, di distanza, di condizioni sociali. Per un colpo di sfortuna, magari. Perché era scritto così, perché sarebbe stato sconveniente, perché non poteva essere altrimenti. Perché era troppo complicato, o perché il treno giusto è passato quando non c’era la voglia, la forza o la possibilità di salirci su…
Potremmo andare avanti all’infinito, nell’elencare i motivi per cui, a volte, due persone innamorate si scontrano con l’impossibilità di stare insieme, volenti o nolenti che siano.
E lo sa bene la letteratura, che fin dall’antichità ha dedicato agli amori impossibili racconti e romanzi di ogni genere e lunghezza, trasformandoli in un vero e proprio tòpos caratterizzato da ostacoli insormontabili, struggimenti e stati d’animo che, pur non potendosi concretizzare, sembrano destinati a non estinguersi mai.

“Tristano e Isotta (Morte)” di Rogelio de Egusquiza (WikiCommons)
Il tòpos degli amori impossibili
Pensiamo fra i più noti a Orfeo, che – secondo il mito greco, poi ripreso da Ovidio nelle sue Metamorfosi – avrebbe cercato di trascinare fuori dall’Ade l’amata Euridice dopo il morso di un serpente, ma che la perse per sempre quando si girò a guardarla prima del tempo, contravvenendo all’unica condizione che gli avevano imposto gli dèi.
A Piramo e Tisbe, due innamorati di Babilonia separati dalle famiglie rivali, che comunicavano attraverso la fessura di un muro ma che, dopo aver deciso di fuggire insieme incontrandosi sotto un gelso, furono coinvolti in un tragico malinteso che avrebbe portato entrambi al suicidio – mentre i frutti del gelso si tingevano di nero, rimanendo tali per sempre in loro onore.
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O a Enea e Didone, resi immortali dall’Eneide dell’illustre poeta latino Virgilio, che si innamorarono dopo che l’eroe troiano era sbarcato a Cartagine, ma che dovettero separarsi perché il Fato imponeva a Enea di proseguire il suo viaggio per l’Italia, lasciando la regina in uno sconforto che l’avrebbe portata a togliersi la vita e a maledire l’uomo che un tempo aveva adorato.
Tutte storie in cui il sentimento si intreccia con l’inesorabilità del dovere, del destino, delle leggi o della morte, generando un’asimmetria del desiderio che porta a un esito quantomeno sospeso, o più spesso drammatico, a cui ha poi attinto a piene mani anche la letteratura medievale e moderna.
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Amori impossibili per antonomasia
Indimenticabili, a questo proposito, gli esempi di Tristano e Isotta, protagonisti di una leggenda del ciclo arturiano ripresa in numerosi testi dall’XI secolo in poi, e di Romeo e Giulietta (i quali dànno il nome a una delle tragedie di William Shakespeare più celebri e rappresentate al mondo, composta tra il 1594 e il 1596), che senza volerlo cadono vittime di un equivoco mortale mentre cercano di lottare per affermare il loro amore.
Come pure quello narrato nel 1774 ne I dolori del giovane Werther, capolavoro di Johann Wolfgang von Goethe, che avrebbe poi ispirato il primo romanzo epistolare della letteratura italiana, ovvero Ultime lettere di Jacopo Ortis di Ugo Foscolo – in cui il protagonista, alla stregua di Werther, si uccide dopo aver realizzato che la sua amata è ormai sposata con un altro.
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Per non parlare degli amori impossibili della letteratura ottocentesca, da quello straziante fra Heathcliff e Catherine in Cime tempestose di Emily Brontë, a quello quasi onirico tra il Sognatore e Nasten’ka ne Le notti bianche di Fëdor M. Dostoevskij, fino ad arrivare a quello libertino tra Emma e Rodolphe in Madame Bovary di Gustave Flaubert, o tra Anna e Vronskij in Anna Karenina di Lev N. Tolstoj.
Oltre a queste opere, però, ce ne sono molte altre che hanno ripreso lo stesso tòpos nella letteratura del ‘900 e nei romanzi dei nostri giorni: eccone 10 fra le più significative e innovative, da (ri)scoprire per osservare fin a che punto gli amori impossibili possano essere manifestazioni sempre diverse del medesimo paradosso.
Quello di chi sceglie di consacrare la propria esistenza a una passione che, dal canto suo, non avrà mai modo di essere vissuta fino in fondo…
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Amori impossibili del primo ‘900
A farci compagnia in questo viaggio, una poesia di Cesare Pavese tratta da Poesie (Garzanti)…
Ti ho sempre soltanto veduta,
senza parlarti mai,
nei tuoi istanti più belli.
Ma ho l’anima ormai tanto tesa,
schiantata dalla tua figura,
che non trovo più pace
al suo brivido atroce…
La morte a Venezia
Cominciamo dal racconto forse più riuscito del grande autore tedesco Thomas Mann (1875-1955): La morte a Venezia (Garzanti, traduzione di Salvatore Tito Villari), che vede il famoso e integerrimo scrittore Gustav von Aschenbach, fiacco nel corpo e nell’ispirazione, recarsi in una Venezia inferma e decadente. Qui rimarrà folgorato suo malgrado da Tadzio, un adolescente che incarna l’ideale classico di bellezza e giovinezza, che quando sembra finalmente accorgersi delle sue attenzioni (e ricambiarle, forse) sfuggirà però per sempre dalla sua portata…
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L’età dell’innocenza
È invece ambientato nella New York di fine ‘800 L’età dell’innocenza (Newton Compton, traduzione di Pietro Negri) di Edith Wharton (1862-1937), in cui il giovane avvocato Newland Archer si trova diviso tra l’amore conturbante per l’anticonformista contessa Ellen Olenska, che si è appena separata, e l’imminente matrimonio di convenienza con la cugina di Ellen, May Welland, apparentemente più candida e mansueta. Un’opera toccante e all’insegna del rimpianto, nella quale felicità, tranquillità e onestà finiranno per non coincidere mai.
Altri amori impossibili nella letteratura del ‘900
…E non posso parlarti,
nemmeno avvicinarmi,
ché cadrebbero tutti i miei sogni.
Oh se tale è il tremore orribile
che ho nell’anima questa notte,
e non ti conoscerò mai,
che cosa diverrebbe il mio povero cuore
sotto l’urto del sangue,
alla sublimità di te?…
Gli amori difficili
Proseguiamo con Gli amori difficili (Mondadori) di Italo Calvino (1923-1985), uno degli intellettuali più importanti del ‘900 italiano, che in questa raccolta di racconti esplora la complessità e le contraddizioni dei sentimenti quotidiani, con piglio ironico e agrodolce. Gli otto amori difficili del titolo si rivelano così, per lo più, dei veri e propri amori impossibili, in cui a farla da padrona sono l’incomunicabilità e la fragilità, che trasformano le “avventure” della prima parte del libro in un percorso di realizzazione e accettazione dei propri limiti interiori.
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L’insostenibile leggerezza dell’essere
Tra gli amori impossibili che hanno segnato l’immaginario letterario del ‘900 ci sono poi senza dubbio quelli di Tomáš ne L’insostenibile leggerezza dell’essere (Adelphi, traduzione di Antonio Barbato e Giuseppe Dierna), capolavoro dello scrittore Milan Kundera (1929-2023), che nella Praga del 1968 cerca di destreggiarsi fra il suo bisogno di leggerezza e il suo senso di responsabilità – e al tempo stesso fra le sue pulsioni per Tereza e quelle per Sabina, realizzando che ogni scelta di amore e libertà deve fare i conti con il peso della Storia e del destino.
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Occhi blu capelli neri

Lirico e postmoderno, Occhi blu capelli neri (Feltrinelli, traduzione di L. Guarino), della nota scrittrice e sceneggiatrice francese Marguerite Duras (1914-1996), si concentra, da parte sua, sulla relazione enigmatica e sofferta tra una donna e un giovane omosessuale, a sua volta assillato dall’amore per un altro uomo. Un romanzo che si svolge quasi tutto in una stanza, fra lunghi silenzi e luci artificiali, e che contrappone una tenera e totale vicinanza dei corpi (e delle anime) all’impossibilità di possedere realmente chi abbiamo davanti.
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Un amore

Torniamo in Italia con Un amore (Mondadori) dell’autore, giornalista e drammaturgo Dino Buzzati (1906-1972), che ci porta nella Milano anni ’60 del solitario architetto Antonio Dorigo, ossessionato da una giovane e cinica ballerina-prostituta di nome Laide. Gelosie, interdipendenze e manipolazioni sono solo alcune delle derive a cui andrà incontro il suo slancio inizialmente puro e autentico, in un contesto in cui gli amori impossibili vengono visti come un covo di disillusioni e autoinganni, a fronte peraltro di un finale ambiguo e inaspettato.
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Gli amori impossibili in alcuni romanzi di oggi
…Se ora mi par di morire,
che vertigine folle,
che palpiti moribondi,
che urli di voluttà e di languore
mi darebbe la tua realtà?
Ma io non posso parlarti,
e nemmeno avvicinarmi:
nei tuoi istanti più belli
ti ho sempre soltanto veduta,
sempre soltanto sognata.
Espiazione

E veniamo ora al longseller Espiazione (Einaudi, traduzione di Susanna Basso), fra i romanzi più conosciuti dello scrittore inglese Ian McEwan, e da cui è stato tratto l’omonimo film del 2007 di Joe Wright, con James McAvoy e Keira Knightley. Una storia di equivoci e menzogne, che incidono sulla vita di Robbie Turner e Cecilia Tallis fin dall’adolescenza, e che li vedranno crescere lontani per via di un’involontaria accusa infondata. Anche se gli amori impossibili, qualche volta, sembrano resistere perfino alla guerra, ai processi e ai matrimoni…
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Non lasciarmi
Fra i romanzi sugli amori impossibili degli ultimi decenni, va poi menzionato Non lasciarmi (Einaudi, traduzione di Paola Novarese) di Kazuo Ishiguro, Premio Nobel per la Letteratura 2017. Un cult struggente e dalle atmosfere sci-fi, che ha ispirato l’adattamento del 2010 diretto da Mark Romanek, con Carey Mulligan e Andrew Garfield. I protagonisti sono i giovani Ruth e Tommy, che scoprono di essere dei cloni creati allo scopo di donare i propri organi, e che saranno quindi costretti a interrogarsi sul valore della vita umana e delle loro emozioni.
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Chiamami col tuo nome
Caso editoriale di portata internazionale, anche Chiamami col tuo nome (Guanda, traduzione di Valeria Bastia), esordio dello scrittore francese André Aciman, vanta una pellicola omonima, firmata nel 2017 da Luca Guadagnino, con Timothée Chalamet e Armie Hammer nei panni di Elio e Oliver, che si conoscono durante una vacanza estiva e saranno stretti nella morsa di un’attrazione travolgente. Un’esperienza breve ma decisiva, fatta di esitazioni, turbamenti e scoperte, che Elio capirà di sentirsi ancora addosso a tanti anni di distanza.
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E concludiamo con il bestseller Persone normali (Einaudi, traduzione di Maurizia Balmelli) dell’acclamata scrittrice irlandese Sally Rooney, a cui nel 2020 è seguita la miniserie Normal People, disponibile su RaiPlay. Al centro della vicenda ci sono i giovani Connell e Marianne, che frequentano lo stesso ambiente pur venendo da due contesti sociali diversi: fra traumi familiari e dinamiche di potere, il loro legame intenso ma burrascoso li spingerà a separarsi e a ritrovarsi continuamente, mentre cercano il loro posto nel mondo…
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Fotografia header: Romeo e Giulietta, Frank Dicksee (olio su tela, 1884, Southampton City Art Gallery di Southampton)






















