“È ovvio che distruggere una libreria è sbagliato, e che chi ha commesso lo scempio deve risponderne, mi sento perfino in imbarazzo a doverlo sottolineare. È quasi triste dover sempre spiegare che non stai giustificando nessuno, ma solo provando a fare un ragionamento per capire meglio la complessità del reale, che non è fatto solo di bianco o nero, né di ‘ha ragione la polizia’ o ‘hanno ragione i manifestanti’…”. Nella sua riflessione, lo scrittore e insegnante Enrico Galiano domanda: “Ma tutti gli altri? Quelli che non hanno rotto niente? Cosa vogliamo dire a chi protesta perché siamo quasi a novembre e non hanno ancora il prof di matematica? Cosa vogliamo dire a chi è sceso in strada perché si parla di tetto agli stranieri mentre il tetto della sua scuola cade a pezzi? Come vogliamo rispondere a chi ha portato lo striscione in piazza per chiedere di avere la carta igienica a scuola?”
“Studenti e studentesse d’Italia e d’Europa, basta con queste violenze. Sono inaccettabili al massimo fate come noi adulti, limitatevi a invadere paesi, bombardare città, massacrare civili, sterminare popoli, lasciar morire migliaia di persone nel Mar Mediterraneo, sfruttare il lavoro e inquinare, distruggere la natura. Al massimo, ragazze e ragazzi, fate come noi”.
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Una chiave importante per leggere quello che sta succedendo secondo me può essere questa, quella proposta con una iperbole volutamente ironica del Professor Matteo Saudino, in un reel diventato virale sul suo Instagram.
L’errore, e l’esempio…
C’è una cosa che impari in poco tempo, se fai l’insegnante, e cioè che le vere grandi fonti di apprendimento sono alla fine soltanto due: l’errore, e l’esempio.
È da lì che prendiamo il grosso di quello che impariamo. Sì lo studio, sì qualche predicozzo ogni tanto, ma sbagliare e imitare sono i due mezzi più veloci che abbiamo scoperto noi umani per diventare esperti del mondo.
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Ora, prima di cominciare: possiamo saltare tutta quella parte in cui devo dire “La violenza va condannata sempre e comunque”, e tutte quelle frasi che puntano il dito contro chi manifesta distruggendo vetrine?
“È ovvio che distruggere una libreria è sbagliato”
Primo: non sappiamo realmente chi c’è dietro gli atti vandalici.
Secondo: sono stufo di dire cose lapalissiane.
È ovvio che distruggere una libreria è sbagliato e che chi ha commesso lo scempio deve risponderne, mi sento perfino in imbarazzo a doverlo sottolineare. È quasi triste dover sempre spiegare che non stai giustificando nessuno, ma solo provando a fare un ragionamento per capire meglio la complessità del reale, che non è fatto solo di bianco o nero, né di “ha ragione la polizia” o “hanno ragione i manifestanti”.
Quello che viene prima delle proteste…
Adesso possiamo invece parlare di quello che viene prima delle manifestazioni? Abbiamo il coraggio di guardarci allo specchio e chiederci: ma noi che esempio diamo?
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Perché i ragazzi e le ragazze è così che imparano. Per imitazione.
A voi risulta che il mondo adulto sia esente da violenze, in questo momento storico ancora di più?
E solo perché le tue mani non sono sporche di sangue, credi di poterti dire innocente?
Fabrizio De André lo cantava ormai quasi sessant’anni fa: “Anche se adesso vi credete assolti, siete lo stesso coinvolti.”
“Qui nessuno nega niente”
Se provi a sollevare questo tema, in molti ti dicono: “Benaltrista!”
No, Gianfranco. Il benaltrismo è quando neghi un problema usandone altri come schermo. Qui nessuno nega niente. Appunto.
Le violenze vanno condannate tutte, non solo quelle che ci fanno comodo.
Va condannato chi devasta una libreria, come no, ma perché le prime pagine dei giornali non ci parlano degli agenti entrati a scuola a picchiare ragazzi che non stavano facendo niente di male se non manifestare dissenso?
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Va condannato chi non manifesta pacificamente, ovvio, ma non è allo stesso modo violenza portare alle lacrime agricoltori e autotrasportatori che non sanno più cosa fare per mettere il pane in tavola?
Anche ignorare milioni di persone che non ce la fanno più è violenza
Va condannato chi lancia bombe carta contro i poliziotti, e va bene, ma le bombe quelle acquistate dai governi per ammazzare civili, quelle vanno bene?
E vogliamo parlare della violenza di togliere risorse pubbliche alla sanità, all’istruzione, alla sicurezza, e poi quando si tratta di armamenti invece magicamente le risorse appaiono?
Anche ignorare milioni di persone che non ce la fanno più è violenza.
Anche fingere che tutto vada bene quando non è così è violenza. Anche usare il silenzio come arma è violenza. Una delle peggiori che esistano.
“Ascoltiamo cos’hanno da dire questi ragazzi, a cui stiamo letteralmente rubando il futuro”
Forse, invece che fermarci come sempre ai disordini e ai cassonetti bruciati, stavolta potremmo fare qualcosa di diverso: ascoltare cos’hanno da dire questi ragazzi, a cui stiamo letteralmente rubando il futuro.
Letture originali da proporre in classe, approfondimenti, news e percorsi ragionati rivolti ad adolescenti.
Forse il loro grido scomposto non è solo un grido scomposto da mettere a tacere: forse lì dentro c’è qualcosa che vale la pena di prendere sul serio.
Chi dovrà pagare, pagherà
E chi ha il nostro mandato per rappresentarci, forse, dopo aver deplorato condannato deprecato, dovrebbe cominciare a dare delle risposte a tutte queste voci.
Alcune di esse hanno sbagliato? Chi dovrà accertare lo accerterà. Chi dovrà pagare pagherà.
Ma tutti gli altri? Quelli che non hanno rotto niente? Cosa vogliamo dire a chi protesta perché siamo quasi a novembre e non hanno ancora il prof di matematica? Cosa vogliamo dire a chi è sceso in strada perché si parla di tetto agli stranieri mentre il tetto della sua scuola cade a pezzi? Come vogliamo rispondere a chi ha portato lo striscione in piazza per chiedere di avere la carta igienica a scuola?
L’errore di non dare loro risposte lo abbiamo già fatto troppe volte. E, siccome anche dagli errori si impara, vediamo di non sbagliare più.
L’AUTORE – Enrico Galiano, insegnante e scrittore friulano classe ’77, in classe come sui social, dove è molto seguito, sa come parlare ai ragazzi.
Dopo il successo di romanzi (tutti usciti per Garzanti) come Eppure cadiamo felici, Tutta la vita che vuoi, Felici contro il mondo, e Più forte di ogni addio, ha pubblicato un libro particolare, Basta un attimo per tornare bambini, illustrato da Sara Di Francescantonio. È poi tornato al romanzo con Dormi stanotte sul mio cuore, e sempre per Garzanti è uscito il suo primo saggio, L’arte di sbagliare alla grande. Con Salani, Galiano ha quindi pubblicato la sua prima storia per ragazzi, La società segreta dei salvaparole. Ed è poi uscito, ancora per Garzanti, il suo secondo saggio, Scuola di felicità per eterni ripetenti.
Dopo il romanzo Geografia di un dolore perfetto, è tornato in libreria con Una vita non basta, e ha poi pubblicato, sempre con Salani, il secondo libro per ragazzi, L’incredibile avventura di un super-errore. Con Garzanti nel 2025 è poi uscito il romanzo Quel posto che chiami casa, e con Einaudi Stile Libero, nel 2026, Il cuore non va a dormire.
Il suo nuovo libro è Il mio migliore amico è un fantasma (Salani).
Qui è possibile leggere tutti gli articoli scritti da Galiano per il nostro sito, con cui collabora con costanza da diversi anni (anche con dei video per Instagram e TikTok).
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