La tendenza – Sono tornati i bravi ragazzi? Nel romance è ufficialmente la stagione dei personaggi “green flag” o “golden retriever boy”. Dolci, premurosi e con qualche imperfezione, certo, ma capaci di guardarsi dentro e migliorare. Dalla serie tv appena uscita “Un anno dopo l’altro” (tratta dal romanzo di Carley Fortune) al fenomeno “Off Campus”/“The Campus Series” di Elle Kennedy, fino alla “Summer Trilogy” di Jenny Han: ecco le storie che ci fanno venire voglia di prenderci una pausa di riflessione dalla faticosa redenzione del solito tipo difficile. Perché anche il ragazzo buono – risalendo fino all’irresistibile Mr. Knightley nell’Emma di Jane Austen – può essere impossibile da smettere di amare…

Non è un caso che spesso siano i migliori amici. Quelli dell’infanzia, che sono stati lì a ogni stagione – hanno assistito a tutti i cambiamenti, a tutte le versioni di te che hai attraversato senza sapere bene dove stavi andando. Sono quelli che ricordano il gusto del gelato che preferisci, che sanno cosa ti fa paura e cosa ti fa ridere, con cui hai i ricordi oppure, a volte, quella sensazione strana di conoscerli da sempre, anche se li hai appena incontrati. Quelli con cui puoi parlare a cuore aperto senza recitare, senza dover essere nient’altro che te stessa.

Sono tornati i bravi ragazzi?

Sono tornati – o forse sono arrivati per la prima volta con questa chiarezza – i bravi ragazzi.

Il golden retriever boy con il suo fascino indiscutibile, la sua sensibilità, la sua dolcezza non performativa, la sua capacità di essere presente senza trasformare la presenza in un peso. Personaggi privi di problematicità clamorose, o con difetti comprensibili e superabili, amanti della tranquillità e degli impegni seri, con una predisposizione alle relazioni durature che fino a qualche anno fa avrebbe rischiato di sembrare noiosa e che invece, adesso, sembra esattamente quello di cui il romance aveva bisogno.

Viaggiano sul binario parallelo dei bad guy – che pure hanno uno stuolo consistente di sostenitrici e sostenitori, e che comunque non hanno nessuna intenzione di sparire – e se il mondo del romance potesse essere diviso in due, cosa che non può fare davvero considerando tutti i trope, i sottogeneri e le sfumature che lo abitano, si dividerebbe qui: tra chi ama i bravi e chi ama i cattivi, con tutto quello che questa scelta comporta in termini di emozioni narrative – drammi esistenziali e pianti da un lato, esplosioni di rabbia e avventure travolgenti dall’altro. Quel che è certo è che i batticuore non mancano in nessuno dei due casi.

Ma in questo momento stiamo attraversando una stagione particolarmente calda per i personaggi che vengono definiti “green flag book boyfriends”. Ed è un bel paradosso, perché l’estate è sempre stata la stagione degli amori passeggeri e folli, delle relazioni che non trovano spazio nella vita vera. Eppure, nei romanzi fenomeno degli ultimi anni, qualcosa si è invertito: l’estate è diventata il tempo delle storie che durano, dei sentimenti che resistono, dei ragazzi che restano.

Sam Florek

Partiamo dall’ultimo, cronologicamente. Un anno dopo l’altro – serie disponibile su Prime Video dal 10 giugno, tratta dal romanzo Un’estate dopo l’altra (Newton Compton, traduzione di Stefania Cherchi) di Carley Fortune, racconta la storia di Percy Fraser e Sam Florek nel modo in cui certe storie d’amore si raccontano meglio: attraverso il tempo che passa, attraverso le estati che si sedimentano una sull’altra come strati di qualcosa che non si riesce a smettere di portare con sé.

Copertina del romanzo Un'estate dopo l'altra. Every Summer after di Carley Fortune

Percy e Sam sono cresciuti insieme ogni estate a Barry’s Bay, una piccola città canadese affacciata sul lago dove la famiglia di lei andava in vacanza e quella di lui viveva tutto l’anno. Anno dopo anno, l’amicizia si è trasformata in qualcosa di impossibile da ignorare, finché un errore di lei non ha spezzato quella continuità.

Molto tempo dopo, Percy torna a Barry’s Bay per un lutto, e Sam è ancora lì. Ancora se stesso, con la stessa qualità che lo ha sempre caratterizzato: la costanza, intesa come capacità di restare riconoscibili anche dopo che la vita ha fatto quello che fa sempre, cioè cambiare tutto.

Sam Florek (interpretato da Matt Cornett) è un personaggio costruito sulla premessa che il ragazzo buono non sia necessariamente quello che non tentenna, che non inciampa o che fa sempre la cosa giusta – soprattutto quando è molto giovane. Lui non ha un passato oscuro che lo rende affascinante in modo pericoloso: ha il ristorante di famiglia, ha il lago, l’ambizione di diventare un medico, sei estati di memoria condivisa con la sua migliore amica e una lealtà che non cede nemmeno quando cedere sarebbe stato comprensibile. E quando Percy ritorna, Sam la accoglie nell’unico modo possibile: ricordandole che, anche se la vita va avanti, ci sono sentimenti che non si possono cancellare.

Conrad e Jeremiah Fisher

Prima di Sam, però, ci sono stati loro. I fratelli Fisher di L’estate nei tuoi occhi (BUR, traduzione di Annalisa Biasci) – la serie di Amazon Prime Video tratta dalla trilogia di Jenny Han – hanno generato una di quelle guerre civili digitali che non si vedevano da tempo.

Copertina del romanzo L'estate nei tuoi occhi. The summer trilogy. Vol. 1 di Jenny Han

Conrad Fisher potrebbe essere considerato l’incarnazione del “malessere” che fa innamorare: introverso, magnetico, con quell’aura opaca e affascinante che i social definiscono black cat energy. È il ragazzo che usa il silenzio come uno scudo e che fa fatica a dare voce a ciò che prova. Ma scopriamo subito che dietro quella facciata indecifrabile non si nasconde la solita tossicità da bad boy. Al contrario, Conrad dimostra che si può essere complessi e tormentati e rimanere una green flag: è un ragazzo fondamentalmente buono che, davanti al dolore e all’incapacità di comunicare, sceglie di andare in terapia per affrontare i suoi demoni.

Jeremiah è l’altro – il solare, il generoso, il compagno di giochi, quello che molti all’inizio liquidano come il fratello simpatico destinato a perdere, ma la semplice etichetta di golden retriever non riesce a contenere del tutto il suo carattere: anche Jeremiah fa uno scivolone, ma quando arriva il momento di fare un passo indietro, lo fa non perché sia debole, ma perché sa che certe cose non si tengono con la forza. Tanto meno l’amore della tua vita.

Il romance deve educare?

È qui che vale la pena fermarsi un momento. Il dark romance – con i suoi protagonisti ossessivi, le sue dinamiche di potere al limite, i suoi personaggi moralmente grigi che fanno cose imperdonabili e vengono perdonati comunque – ha dominato a lungo l’attenzione, e la sua ascesa ha generato un dibattito.

Da un lato c’è chi sostiene che la narrativa non abbia il dovere di educare, che la fiction sia uno spazio protetto in cui esplorare emozioni che nella vita reale farebbero paura, che limitare i contenuti del romance in nome di una presunta responsabilità pedagogica equivalga a non capire né il genere né chi lo legge. Dall’altro, c’è chi osserva che quando certi modelli relazionali diventano dominanti in un genere letto da adolescenti, la domanda su cosa si stia normalizzando rimane legittima.

La verità è che i romanzi – da quelli più alti e istituzionali a quelli più di consumo e popolari – non sono manuali di istruzione e non devono esserlo, ma le storie che amiamo dicono qualcosa su ciò che desideriamo e su ciò che siamo disposti a tollerare. Quello che sta succedendo adesso – il fatto che i green flag boyfriends stiano guadagnando terreno, che il pubblico si innamori con la stessa intensità di personaggi che rispettano, che curano, che restano – non sembra una reazione moralista al dark romance, quanto piuttosto un’esplorazione dell’altra faccia della medaglia. Come se, dopo aver vissuto a lungo nell’ombra del tormentato, ci fosse voglia di vedere cosa succede quando si accende la luce. Non per negare il richiamo dell’oscurità, ma per ricordarsi che il fascino può abitare anche altrove.

Garrett Graham

Off Campus – arrivata su Amazon Prime Video nel maggio di quest’anno e rinnovata per una seconda stagione prima ancora della messa in onda, basata sulla serie di romanzi hockey romance di Elle Kennedy pubblicati in Italia da Newton Compton e diventati nel tempo un caso internazionale – porta sullo schermo Garrett Graham, capitano della squadra universitaria di hockey della Briar University, e Hannah Wells, studentessa con un passato che non racconta facilmente. Tra loro nasce un accordo (che dà il titolo al romanzo, Il contratto – The Deal, con la traduzione di Federico Cenciotti): lei lo aiuta con la media scolastica in picchiata, lui la aiuta a rendere geloso un ex (secondo le regole di uno dei trope più amati del romance: fake dating).

Il contratto. Edizione speciale

Garrett ha un rapporto complicato con il padre, una pressione enorme sulle spalle, una tendenza a usare il sarcasmo come scudo e protezione. Quando però, sopraffatto dagli eventi, lascia uscire la parte peggiore di sé, riesce a vederlo con chiarezza. Così torna sui binari, chiede scusa e cambia direzione.

Elle Kennedy, lavorando a questa serie nel corso degli anni, ha costruito diversi personaggi maschili che sanno fare i conti con i propri limiti ma, soprattutto, con i propri sentimenti. E il pubblico – che probabilmente questo bisogno ce l’aveva da prima che qualcuno trovasse le parole giuste per dirlo – lo ha riconosciuto immediatamente.

I fratelli Bridgerton

Anthony, Benedict, Colin, Gregory. Quattro fratelli resi celebri dall’adattamento Netflix dei romanzi di Julia Quinn (tutti editi da Mondadori), quattro storie d’amore che abitano lo stesso universo – i balli dell’epoca Regency, Lady Whistledown, la casa di Grosvenor Square.

Copertina del romanzo Il visconte che mi amava. Serie Bridgerton di Julia Quinn

Anthony è il primogenito che ha trasformato il senso del dovere in una seconda identità, e che nella sua stagione impara a proprie spese che il cuore non è una variabile trascurabile nei calcoli. La sua green flag non è la perfezione, è la capacità di cambiare quando capisce di aver sbagliato, senza che questo gli costi la dignità.

Benedict invece è l’artista, il curioso, il fratello che cerca la propria strada con una libertà che nessun altro Bridgerton maschio si permette apertamente: nella quarta stagione, arriva alla sua storia d’amore con Sophie, e lì il suo modo di amare – che si scopre lentamente come un mistero da svelare – è così puro e saldo da opporsi a tutte le convenzioni, riuscendo ad ammorbidire persino le resistenze della madre.

Colin è il Bridgerton che per anni ha avuto di fronte la persona che lo conosceva meglio di chiunque altro – Penelope Featherington – e non ha saputo vederla. La sua green flag è riuscire ad aprire gli occhi su un affetto che aveva sempre dato per scontato, e la sua stagione ruota tutta attorno al tema dell’onestà e della trasparenza, proprio perché non risparmia al personaggio la fatica di diventare la versione di se stesso che Penelope merita.

Gregory, il più giovane, è ancora in attesa della propria stagione sullo schermo, ma nelle sue apparizioni laterali ha già fatto intuire che porterà avanti la tradizione di famiglia, quella che Julia Quinn sembra aver stabilito come regola non scritta dell’intera saga: i Bridgerton sono bravi ragazzi – e ottimi partiti per un matrimonio.

Carlo

E veniamo ora alla regina del romance italiano: Felicia Kingsley, autrice più letta in Italia nel 2025 con oltre quattro milioni di copie vendute e oltre venti libri pubblicati. Il suo Non è un paese per single, da cui è stato tratto un film uscito su Prime Video e diretto da Laura Chiossone, porta con sé un personaggio secondario che merita più attenzione di quella che di solito si riserva alle storie che abitano ai margini della trama principale.

Copertina del romanzo Non è un paese per single. Edizione speciale, in occasione dell'uscita del film

La storia è ambientata tra le colline toscane: Michele (Cristiano Caccamo, che nel romanzo si chiama Michael) è il Darcy di turno, affascinante e un po’ arrogante, impegnato in un enemies to lovers con Elisa che occupa giustamente il centro della narrazione. Ma suo fratello minore Carlo, interpretato da Sebastiano Pigazzi, è il personaggio che il pubblico ha amato con un’intensità non del tutto prevista – e non è difficile capire perché. Carlo è il “cucciolo“, accogliente e un po’ impacciato, che anziché fare pressioni a Giada, aspetta con pazienza che sia lei a essere pronta. Nel frattempo la ascolta, cammina con lei, condivide pomeriggi di confidenze e sessioni ai videogiochi. È, a tutti gli effetti, un ragazzo d’oro.

Un archetipo, quello del compagno ideale, che in realtà popola anche altri libri della produzione di Kingsley: basti pensare ad Ashford in Matrimonio di convenienza, a Eric in La verità è che non ti odio abbastanza, a Sebastian in Bugiarde si diventa, o ancora a Alex in Appuntamento in terrazzo.

Better than the movies di Lynn Painter

Un’ondata di gentilezza che sta invadendo gli scaffali

Un’ondata di gentilezza che sta letteralmente invadendo gli scaffali, con una sfilata di fidanzati pronti a far dimenticare i vecchi traumi da bad boy. Solo per citarne ancora qualcun altro: Wilder di Finché l’estate non ci separi di Meghan Quinn (Sperling & Kupfer), il premuroso Bo di Out on a Limb (Rizzoli, nella collana La Biblioteca di Daphne), passando per i flirt tra Liz e Wes in Better than the movies (Magazzini Salani).

Perfino Emily Henry in Happy Place (HarperCollins) ci ricorda che il vero colpo di fulmine può essere un ex che si dimostra radicalmente dolce e attento anche sotto copertura.

E se pensate che sia solo un trend contemporaneo da BookTok, ricredetevi: c’è tutta una gloriosa vecchia guardia di bravi ragazzi pronti a darci lezioni di stile, a partire dall’irresistibile Mr. Knightley nel classico Emma di Jane Austen.

Insomma, è tempo di prendersi una “pausa di riflessione” dalla faticosa redenzione del solito tipo difficile. Oggi ci coccoliamo con il ragazzo buono, consapevoli del fatto che anche lui ci darà diverse occasioni per sospirare e che sarà maledettamente impossibile da smettere di amare. E forse lo è sempre stato, solo che noi eravamo troppo distratte a guardare il “malessere” dall’altra parte della stanza.

Scopri le nostre Newsletter

Iscrizione alla Newsletter
Il mondo della lettura a portata di mail

Notizie, approfondimenti e curiosità su libri, autori ed editori, selezionate dalla redazione de ilLibraio.it

scegli la tua newsletter Scegli la tua newsletter gratuita