Un percorso di lettura dedicato a libri di viaggio da portare con sé durante la prossima avventura, o da leggere mentre se ne organizza una nuova, lasciandosi ispirare da storie, luoghi e incontri lontani. Tra l’Asia e il Medio Oriente, il Canada e i Balcani, l’Atlantico e il Mediterraneo, l’Australia e il Sud America, e molte altre mete ancora, ecco un’ampia selezione di libri di viaggio (con tanti classici) consigliati per esplorare il mondo
Che cos’è il viaggio? Il viaggio è scoperta, esplorazione, divergenza dal quotidiano, oppure è un’occasione di crescita, che spesso passa dal superamento delle difficoltà e dalla scoperta del nuovo? Forse il viaggio è tutte queste cose insieme, e al contempo nessuna.
Viaggiare, infatti, significa intraprendere un percorso molto personale; anche quando si condivide la stessa meta, questa viene vissuta in modi differenti in base al momento in cui si parte (di vita, ma anche storico) e in base alla persona che ne percorre le strade.
Sono tanti, quindi, i significati che si possono attribuire al periodo che intercorre tra partenze e ritorni, ma li si possono esplorare nella loro varietà tramite i numerosi libri di viaggio che sono stati dedicati al tema.
Cosa sono i “libri di viaggio”?
È vero che tutti i libri in un certo senso sono un viaggio, immaginario o reale, in storie che ci portano in altri tempi e in altri luoghi, permettendoci di scoprirli attraverso gli occhi di qualcun altro.
Risulta quindi difficile incasellare i libri di viaggio in una categoria ben precisa. Si tratta di un genere che, per sua natura, ondeggia tra la narrativa e la saggistica, e in cui le storie narrate possono essere vere oppure verosimili, i racconti più o meno romanzati, e il linguaggio descrittivo, ispirazionale oppure dichiaratamente letterario.
In questo percorso di lettura, che non ha la pretesa di essere esaustivo (e i cui titoli non appaiono in ordine di importanza), abbiamo raccolto più di 25 titoli appartenenti a questo genere, con alcune caratteristiche in comune: si tratta di racconti di viaggi realmente realizzati dall’autrice o dall’autore di turno, in cui la componente di verità, modellata sugli accadimenti realmente vissuti in viaggio, va per la maggiore (chi preferisce la componente di inventiva invece può trovare numerosi spunti tra i libri di avventura).
Storie vere, reportage, resoconti, ma anche divagazioni sulle mete, sull’arte del viaggiare, sulla cultura e sulle persone che danno vita a quelli che altrimenti rimarrebbero soltanto puntini sulle mappe.
Tra questi libri di viaggio consigliati, da leggere o da regalare, non mancano alcuni testi classici del genere che, oltre a raccontare l’evoluzione di questo filone narrativo, permettono anche di scoprire cosa voleva dire viaggiare quando questo concetto è nato, e quando molte delle comodità che oggi possono accompagnarci quasi ovunque non esistevano.
E se dedicarsi ai libri di viaggio di uno o più decenni fa rappresenta anche un modo per tornare nel passato di una destinazione geografica, scoprendo come appariva ai viaggiatori di ieri, dedicarsi a quelli più recenti permette di prepararsi a un viaggio da compiere domani, o di avere l’occasione di immergersi in un luogo che, per una o mille ragioni, non si potrà mai visitare…
In cerca di altri consigli di lettura a tema viaggio? Ecco altri approfondimenti che abbiamo dedicato alle viaggiatrici e ai viaggiatori più esperti e a chi si prepara a diventarlo:
- Viaggi avventurosi e libri per quando si vuole scappare nei boschi
- Viaggi a fumetti: graphic novel per scoprire il mondo
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- Guide per viaggi turistici e letterari: i nostri consigli
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30 libri di viaggio da leggere
Un indovino mi disse, Tiziano Terzani

Tiziano Terzani, giornalista e autore longseller (14 settembre 1938 – 28 luglio 2004), grazie anche ai luoghi esperiti tramite il suo lavoro di reporter, è uno degli scrittori di viaggio italiani più celebri. Grande precursore dei tempi si dimostrò il suo libro Un indovino mi disse (TEA), in cui viene narrata la sua scelta, dovuta a una ragione particolare e personale, di evitare l’aereo per un anno. Una scelta che gli permise di riscoprire il viaggio tramite altri mezzi, e la possibilità di nuove scoperte nella sua lentezza. Tra le aree del mondo con cui poi Terzani ha intessuto un legame speciale c’è sicuramente il continente asiatico (raccontato soprattutto nel suo libro In Asia) che ancora oggi, con le sue promesse di esotismo e le sue contraddizioni, affascina i viaggiatori occidentali.

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La polvere del mondo, Nicolas Bouvier

“Avete tra le mani uno dei più grandi libri di viaggio di sempre”. Parola di un esperto in materia, Paolo Rumiz. La polvere del mondo (Feltrinelli, traduzione di Maria Teresa Giaveri) dello scrittore e fotografo svizzero Nicolas Bouvier (1929-1998) è infatti un capolavoro del genere: durante l’estate del 1953, un giovane di 24 anni, figlio di una buona famiglia calvinista, lascia Ginevra e l’università, dove seguiva i corsi di sanscrito, storia medioevale e diritto, a bordo della sua Fiat Topolino. Bouvier punta verso la Turchia, l’Iran, Kabul e il confine con l’India. I successivi sei mesi di vagabondaggio attraverso i Balcani, l’Anatolia, la Persia e l’Afghanistan, in compagnia dell’amico artista Thierry Vernet, sono pieni di avventure, meraviglie e scoperte.
La via per l’Oxiana, Robert Byron

Questo diario di 11 mesi di esplorazione del Medio Oriente negli anni ’30 compiuta da Robert Byron, è uno dei capostipiti della letteratura di viaggio del ‘900. Per la scelta del luogo geografico e per i tempi in cui fu scritto, La via per l’Oxiana (Adelphi, traduzione di M. G. Bellone) è un libro capace di viaggiare anche nel tempo, per scoprire come erano quasi un secolo fa le terre che hanno subito enormi cambiamenti storici e politici negli anni a venire.
Nelle terre estreme, Jon Krakauer

Jon Krakauer, oltre che alpinista, è stato un narratore di imprese e di esplorazioni. Una tra le storie più celebri rese note dalla sua penna è però quella di un ragazzo con poca esperienza, che con ingenuità, ma anche tanta voglia di farsi artefice di una vita diversa, è partito per un viaggio di vita unico verso l’Alaska, da cui però non ha più fatto ritorno. L’esperienza di Chris McCandless raccontata nel libro Nelle terre estreme (Corbaccio, traduzione di Laura Ferrari e Sabrina Zung), resa nota anche dal film Into the wild, tratto proprio dalle vicende ricostruite da Krakauer, ha dato una voce a quell’insofferenza per alcuni aspetti della civiltà contemporanea in cui si ritrovano molti viaggiatori di oggi. La storia di Chris è poi stata rinarrata anche dalla sorella Carine McCandless, che, tramite uno sguardo più familiare, nel libro Into the wild truth (Corbaccio, traduzione di Rita Giaccari) ha fatto chiarezza sulle ragioni che spinsero il fratello a compiere una tale impresa.

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In Patagonia, Bruce Chatwin

In Patagonia (Adelphi, traduzione di Marina Marchesi), come dice il titolo stesso, nasce dal viaggio di Chatwin in questa particolare area del Sud America. Più che un racconto di viaggio, però, quello di Chatwin è un fluire aneddotico, un muoversi continuo nello spazio, nel tempo e nelle storie. Tutto prende inizio da un “pezzo di brontosauro” custodito dai nonni di Chatwin, che creò in lui una fascinazione per un’area remota della Terra, poi scaturita in questo libro. Il suo stile unico si ripropose nelle sue successive esplorazioni: per esempio, in Le vie dei canti (Adelphi, traduzione di Silvia Gariglio), dedicato all’Australia e agli aborigeni, Chatwin narra della ricerca dell’autore sul collegamento che unisce i viaggi nomadici ai canti rituali.

Il milione, Marco Polo

Dettato in fase di prigionia, tradotto e poi perso, il Milione (Garzanti, a cura di Ettore Mazzali) è considerato la narrazione di viaggio per antonomasia, il resoconto di un’avventura straordinaria per i suoi tempi (che, per certi versi, risulterebbe straordinaria ancora oggi). La dedizione e la curiosità di Marco Polo diedero vita a un resoconto dettagliato della Cina di Kubilay Khan, dando inizio a una letteratura di viaggio intesa non solo come fascinazione geografica, ma anche come ricerca culturale e antropologica esplorata con uno sguardo sempre aperto e meravigliato.
Ebano, Ryszard Kapuscinski

In questo libro i viaggi dell’autore tratteggiano il reportage di un continente africano immerso nel delicato passaggio storico tra colonialismo e indipendenza. Ebano (Feltrinelli, traduzione di V. Verdiani) è infatti una raccolta di resoconti e saggi emersi dai soggiorni di Kapuscinski in diversi stati africani, in cui lo scrittore e giornalista polacco (4 marzo 1932 – 23 gennaio 2007) viene a contatto con culture, tradizioni e ceti sociali diversissimi tra loro. Il risultato è un mix di esperienze personali incredibili, che descrivono uno spaccato storico e geografico lontano da facili generalizzazioni.
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In un paese bruciato dal sole, Bill Bryson

Tra gli scrittori di viaggio, Bill Bryson si distingue per la sua ironia, nel caso del libro In un paese bruciato dal sole (TEA, traduzione di Stefano Viviani) riversata sulle particolarità dell‘Australia, da lui attraversata in lungo e il largo tra treni, auto e barche (non mancano nemmeno i percorsi a piedi, che rimandano alla sua comica e improbabile avventura sull’Appalachian Trail, descritta in Una passeggiata nei boschi — Guanda, traduzione di Giuseppe Strazzeri). Dalla sua narrazione emergono sì gli elementi caratteristici del continente australiano, come la barriera corallina, i canguri e la comunità dei surfisti, ma non mancano gli approfondimenti dedicati a un luogo del tutto sui generis (come per esempio il problematico rapporto con la comunità aborigena) e le descrizioni di spaccati della società di aree del paese lontane tra di loro.

Una visita a Don Otavio, Sybille Bedford

In questo libro troviamo l’esperienza di una scrittrice cosmopolita alle prese con un viaggio imprevedibile e pieno di curiosità alla volta del Messico. In Una visita a don Otavio (Adelphi, traduzione di G. Scocchera), stanca della vita newyorkese, Bedford cerca un cambiamento radicale: il Messico, che emerge come meta quasi per caso, si rivela però ricco di sorprese. Il risultato è un racconto senza analisi e riflessioni, un insieme di istantanee vere e non filtrate di un viaggio personalissimo in un paese ricco di storia.
Viaggi e altri viaggi, Antonio Tabucchi

In Viaggi e altri viaggi (Feltrinelli), Antonio Tabucchi fa coesistere i suoi itinerari reali con i grandi viaggi letterari, guidato dalle parole degli scrittori che lo hanno ispirato a guardare il mondo con occhi diversi. Che sia compiuto con il corpo o con la mente, il viaggio per l’autore si traduce sempre in un mosaico di incontri, aneddoti e sensazioni profonde, dimostrando come la vera scoperta nasca dalle impressioni e sensazioni che un luogo, fisico o letterario che sia, sa lasciare dentro di noi.
L’arte di viaggiare, Alain de Botton

Sarà banale, ma non basta spostarsi in un luogo in cui non si vive per dire di aver viaggiato. Cosa costituisce allora il cuore di questa attività che ha da sempre così tanto affascinato l’essere umano? In L’arte di viaggiare (Guanda, traduzione di Anna Rusconi), Alain de Botton, lasciandosi guidare anche dalle riflessioni di autorevoli personaggi che prima di lui si sono dedicati all’argomento, si interroga su cosa significhi veramente essere un viaggiatore al giorno d’oggi.
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È Oriente, Paolo Rumiz

Questa raccolta di racconti di viaggio del reporter e viaggiatore Paolo Rumiz sfida la nostra concezione di oriente, narrandoci di un est geografico molto più vicino di ciò che ci immaginiamo. Viaggiando lentamente, con mezzi alternativi come biciclette, treni e battelli, in È Oriente (Feltrinelli) Rumiz racconta l’oriente Europeo, in tappe anche inaspettate: troviamo sì il Danubio e i Balcani, Istanbul e Kyev, ma anche Vienna, le Alpi Svizzere e l’estremo sud-est della penisola italiana.
Camminare, Herman Hesse

Per molti il viaggio è un mezzo per avvicinarsi a una dimensione più spirituale: questa stessa dimensione è evocata da Hesse nell’atto del camminare, inteso come un vagabondaggio esplorativo, del sé e del mondo che ci circonda. In Camminare (Piano B) sono raccolti gli scritti dedicati a questo tema del celebre scrittore tedesco (autore del longseller Siddharta e Premio Nobel 1946) che ha fatto del misticismo la sua cifra artistica.
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Viaggio in Portogallo, José Saramago

I viaggi non sono solo quelli che si fanno nei paesi a noi sconosciuti: anzi, capita che molti viaggiatori conoscano meglio le destinazioni lontane che il territorio in cui hanno sempre vissuto. Nel libro Viaggio in Portogallo (Feltrinelli, traduzione di Rita Desti), Saramago, scrittore insignito del Premio Nobel per la letteratura nel 1998, racconta il proprio paese, creando una guida letteraria a un territorio e a un popolo da lui conosciuto, ma che decide di riscoprire con un nuovo sguardo.
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Arabia deserta, Charles M. Doughty

Con Arabia deserta (Guanda, a cura di H. L. MacRitchie, traduzione di Mario Biondi) veniamo a un altro caposaldo della letteratura di viaggio, a sua volta resoconto di un’esplorazione avventurosa. Charles M. Doughty, affascinato e incuriosito dal Medio Oriente, negli anni ’70 dell’800 decide infatti di esplorare territori arabi, ma di non farlo come turista. Fingendosi un pellegrino diretto alla Mecca e mescolandosi ai fedeli, l’autore si sottopone così a un viaggio estenuante in mezzo al deserto, dipingendone in queste pagine un ritratto vivissimo.
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Gli anelli di Saturno, di Winfried G. Sebald

Sebald, nel libro Gli anelli di Saturno (Adelphi, traduzione di Ada Vigliani) si dedica a un racconto dell’area del Suffolk, in Inghilterra, in un viaggio che è molte cose insieme: un vagabondaggio a piedi e nella mente, un esulare dalla propria terra e dalla storia che l’ha caratterizzata, un pellegrinaggio che lo congiunge all’esperienza di altri scrittori che, tra le pagine, si fondono con la sua. Come ha raccontato in questo articolo Mario Baudino, “W.G. Sebald è stato il grande elegista del Novecento, cantore di uomini perduti, emigranti, solitari, travolti dalla storia, reali o immaginati non importa”.
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Patagonia Express, Luis Sepúlveda

Il celebre scrittore cileno Luis Sepúlveda nel libro Patagonia express (Guanda, traduzione di Ilde Carmignani) raccoglie il testimone di Bruce Chatwin e si dedica a un nuovo racconto della Patagonia, un taccuino riempito di vicende personali e di storie e avventure eccezionali scoperte tramite il suo ricongiungimento con questo territorio.
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L’Africa che dicono misteriosa, Georges Simenon
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Non tutti sanno che Georges Simenon, oltre a essere la penna dietro al personaggio di Maigret, fu anche un abile narratore di viaggio. In L’Africa che dicono misteriosa (Adelphi, traduzione di Francesca Scala e Maria Laura Vanorio) Simenon narra con sincerità e un piglio ironico il viaggio che l’ha portato in alcuni angoli del maestoso continente africano. Non c’è esotismo nel suo sguardo, critico nei confronti della realtà coloniale e delle sue conseguenze sulle persone che la vivono.
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Autostop con Buddha. Viaggio attraverso il Giappone, Will Ferguson

Will Ferguson, insegnante di inglese che vive in Giappone, decide di attraversare il paese da sud a nord attraverso un percorso che segue il famoso processo di fioritura dei ciliegi. L’originalità del viaggio raccontato in Autostop con Buddha (Feltrinelli, traduzione di Claudio Silipigni) si trova nella scelta di solcare questo territorio facendo l‘autostop: ciò gli permette di incontrare moltissimi giapponesi, che come le facce di un prisma raccontano l’immersa diversità di un paese e le sue contraddizioni.
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Autostop per l’Himalaya, Vikram Seth

Un viaggio in autostop completamente diverso, è quello che affrontò Vikram Seth ben prima di diventare uno scrittore affermato. In Autostop per l’Himalaya (TEA, traduzione di A. Cogolo), a termine di un corso di studi in Cina, e in previsione della partenza per l’India, Seth decide di raggiungere la sua meta passando attraverso Tibet e Nepal. Nonostante i numerosi intoppi (meccanici, burocratici, meteorologici…) Seth ha l’occasione di compiere una vera avventura, e nel raccontarla regala ai lettori un quadro di territori che ancora oggi suscitano nei viaggiatori enorme fascinazione.
Mangia, prega, ama, Elizabeth Gilbert

Elizabeth ha una vita apparentemente perfetta, ma un giorno, improvvisamente, si rende conto che ciò che ha non le appartiene per davvero, e che soprattutto non è ciò che desidera nel profondo. Inizia così un percorso difficile, alla ricerca di una nuova serenità: fondamentale sarà il viaggio di una vita, narrato in Mangia prega ama (Rizzoli, traduzione di Margherita Crepax) che la porterà in Italia, India e Indonesia alla ricerca delle verità su se stessa.
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Verso la foce, Gianni Celati

Questo racconto di viaggio è dedicato a una meta un po’ diversa da quella che ci si aspetterebbe di trovare tra le guide turistiche: Celati (10 gennaio 1937 – 3 gennaio 2022) nel libro Verso la foce (Feltrinelli) racconta infatti paesaggi, persone e territori che caratterizzano la Pianura Padana degli anni ’80. In particolare l’autore percorre alcuni tratti del Po, dirigendosi verso la foce di questo fiume in quattro viaggi lontani dalle mete più solcate.
La lunga strada di sabbia, Pier Paolo Pasolini

L’estate del 1959, il percorso in Fiat 1100, e la penna di Pier Paolo Pasolini rendono La lunga strada di sabbia (Guanda), resoconto delle spiagge della penisola italiana attraversate da Ventimiglia fino a Trieste (con l’aggiunta dei lidi della Sicilia), uno spaccato unico di panorami naturali e culturali, così come della società italiana del tempo, non ancora trasformata dal boom economico che si intravedeva all’orizzonte.
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La vita in alto, Erika Fatland

Negli ultimi anni l’Himalaya è stato uno dei luoghi che più hanno affascinato generazioni di viaggiatori ed esploratori. Nel libro La vita in alto (Feltrinelli, traduzione di Sara Culeddu e Alessandra Scali) l’antropologa Erika Fatland decide però di superare gli stereotipi che lo riguardano. Al di là dei panorami strabilianti, l’autrice offre un ritratto sincero delle popolazioni locali, svelando storie di adattamento e resistenza in un territorio geograficamente estremo e storicamente complesso.
Una cosa divertente che non farò mai più, David Foster Wallace

I racconti di viaggio sono spesso fonte di grande ammirazione in chi li legge, e non per nulla sono capaci di affascinare i lettori tanto da convincerli a dirigersi verso le stesse mete. C’è però qualche eccezione: ne è un esempio Una cosa divertente che non farò mai più (minimum fax, traduzione di Gabriella D’Angelo e Francesco Piccolo) celebre reportage di David Foster Wallace, inviato su una crociera di lusso dei Caraibi a narrarne le bellezze. Il risultato, però, è una descrizione ironica e disincantata del turista da crociera americano, e delle insensatezze delle esperienze turistiche quando vengono forzate nei loro estremi.
Tra Russia e Cina. Lungo il fiume Amur, Colin Thubron

Narratore di viaggio di lungo corso, all’età di ottant’anni Colin Thubron decide di intraprendere un’esplorazione del corso del fiume Amur, che segna un lungo tratto del confine tra Russia e Cina (da cui prende il nome questo libro TEA, con la traduzione di Rossella Monaco). Il percorso (compiuto a piedi e a cavallo, in autostop e in treno) è affrontato in solitudine, ma lo porta comunque a intrattenersi con molte persone del luogo. Non mancano, inoltre, le descrizioni di questi luoghi fuori dagli itinerari turistici e una descrizione storico-politica di un’area difficile e contesa.
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Vagabonda nel Turkestan, Ella Maillart

Vagabonda nel Turkestan (EDT, traduzione di Silvia Vacca) è il sorprendente racconto di viaggio che Ella Maillart, grande sportiva ma anche una delle più grandi viaggiatrici del 20esimo secolo, intraprese nel 1932 alla volta dell’Asia Centrale. Il viaggio, che la vede muoversi in solitudine attraverso i mezzi di trasporto più improbabili, la conduce alla volta di panorami meravigliosi, ma anche ad immergersi tra le persone che abitano i luoghi da lei esplorati, alle prese con una fase di cambiamento e modernizzazione non sempre accolta con le braccia aperte.
Wild – Una storia selvaggia di avventura e rinascita, Cheryl Strayed

Questo libro narra di un doppio viaggio: uno a piedi sul Pacific Crest Trail, un cammino escursionistico che attraversa gli Stati Uniti da nord a sud, dal Messico fino al Canada, e uno di vita, che porta la protagonista e scrittrice, da un momento di perdita a uno di ritrovamento. In Wild (Piemme, traduzione di S. Puggioni) Strayed, dopo la perdita della madre e la conclusione di un matrimonio, racconta che all’età di 26 anni, senza alcuna esperienza, decide di partire per un viaggio difficile, che la cambierà per sempre.
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