La fine di un amore è un’esperienza che non si riesce mai del tutto ad anticipare, o comunque ad affrontare senza che il mondo perda per qualche tempo i suoi colori. Per attraversare in maniera meno solitaria le varie e delicate fasi di questo momento di fragilità, ecco allora un’ampia selezione di romanzi e di saggi di ieri e di oggi, da regalare o da regalarsi quando si vuole ritrovare un po’ di sollievo – tanto nei periodi più bui quanto nei giorni in cui si torna a intravedere la luce…

Sembra devastante mentre la viviamo, per poi apparirci quasi ridicola quando la crosta del tempo la trasforma in ricordo: è proprio lei, quell’esperienza che all’inizio quasi temiamo di chiamare per nome. La fine di un amore.

In grado di coglierci impreparati che sia la prima o l’ennesima volta in cui ci troviamo con il cuore spezzato. E pronta a catapultarci in un vortice di mancanze e domande, tra cui fa spesso capolino anche il mantra: “Passerà prima o poi tutto questo?“.

Verosimilmente sì (sotto sotto lo sappiamo), ma in un punto del tempo che su due piedi ci appare così distante da risultare quasi irreale, o comunque molto al di là della nostra portata. Come fare, allora, ad attraversare intanto la sequela di giorni intermedi che ci si srotolano davanti, durante i quali il mondo assomiglia a un ovattato film in bianco e nero, e dentro di noi si alternano frane, tempeste e siccità?

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Libri di ieri e di oggi per quando finisce un amore

Fra le tante risposte possibili – molte delle quali, purtroppo o per fortuna, sono così personali da non poter essere scandagliate come si deve in questa sede –, ce n’è una che ci dà la possibilità di confrontarci con chi ha vissuto una perdita simile alla nostra. E cioè rivolgerci alla letteratura.

Che si tratti di storie capaci di non farci sentire troppo soli nei frangenti più bui, o di saggi che ci aiutino a elaborare a poco a poco l’accaduto, infatti, sono davvero tanti i libri di ieri e di oggi attraverso cui affrontare la fine di un amore maturando un pizzico di consapevolezza in più.

Senza contare tutti i testi che potrebbero incoraggiare la nostra ripresa psicofisica, e quelli che sanno come farci tornare a credere in un nuovo inizio, quando avremo la sensazione che sia finalmente arrivato il momento.

Una giovane donna è seduta su un divano e guarda triste fuori da una finestra accanto alla quale è poggiata una pila di libri

Abbiamo quindi provato a raggrupparli qui di seguito, in un percorso di “progressione ideale” che va dal picco più basso alle ultime fasi di risalita. Naturalmente, si tratta di una selezione che non pretende di essere esaustiva e i cui titoli non sono posti in ordine di importanza, nella quale abbiamo incluso comfort book e grandi romanzi del ‘900, bestseller degli ultimi decenni e novità appena arrivate tra gli scaffali, opere di fiction e di non-fiction, italiane e internazionali.

Da regalarsi o da regalare per cercare un po’ di sollievo quantomeno tra le pagine, quando la vita – dal canto suo – non sembra voler fare la sua parte…

Indice

Libri per affrontare i momenti più bui

Prendo nel cavo della mano un po’ d’acqua, la lascio scorrere goccia a goccia fra le dita semi aperte. Così se n’è andato l’amore.
(Il malpensante, Gesualdo Bufalino)

Il buio di certe giornate, soprattutto nel periodo immediatamente successivo alla fine di un amore, ha una consistenza particolare: è denso e sordo, e ha il brutto vizio di sembrare eterno. In un frangente come questo, sarebbe un errore scambiare la lettura per una medicina o per una distrazione: tutt’al più potrà farci da specchio, mostrandoci qualcuno che conosce la nostra stessa oscurità e che ci è rimasto dentro abbastanza a lungo da averla potuta raccontare.

Copertina del libro Camere separate di Pier Vittorio Tondelli

È il caso di un romanzo cult come Camere separate (Bompiani) di Pier Vittorio Tondelli, considerato da molti il suo capolavoro: il protagonista è Leo, uno scrittore che dopo aver perso il compagno Thomas si aggira per l’Europa portandosi dietro il peso della sua assenza. Non è un libro che consola, quantomeno non nell’immediato; in compenso, però, nei suoi tre “movimenti” sa mostrarci in maniera cruda e struggente come abitare il dolore dall’interno, dando voce a chi d’un tratto si è ritrovato sbalzato fuori dalla corrente del mondo.

Di diverso registro, anche se altrettanto spietato nel raccontare la spirale autodistruttiva che può seguire alla fine di un amore, è C’era una volta l’amore ma ho dovuto ammazzarlo (Feltrinelli, traduzione di Gina Maneri) dello scrittore colombiano Efraim Medina Reyes: un monologo febbricitante e volutamente sopra le righe, in cui il narratore si inabissa nel fango della sua separazione con una voce rock e senza filtri, capace di fare bene e male allo stesso tempo.

A un decennio di distanza, nei primi anni 2000, I giorni dell’abbandono (E/O) di Elena Ferrante ha portato la rottura amorosa sul piano della ferocia quotidiana: Olga, lasciata dal marito dopo 12 anni, assiste infatti alla propria disgregazione con una lucidità che incute quasi paura.

Mentre, dall’altra parte dell’Atlantico, Un giorno questo dolore ti sarà utile (Adelphi, traduzione di Giuseppina Oneto) di Peter Cameron ci viene incontro con un titolo che suona quasi come una promessa – anche se poi il romanzo è piuttosto l’acuta fotografia di un adolescente costretto a fare i conti con la scelta tutt’altro che innocua di essersi aperto totalmente a qualcuno.

Copertina del libro Chiamami col tuo nome di André Aciman, tra i libri consigliati per affrontare la fine di un amore

Con Chiamami col tuo nome (Guanda e Tea, traduzione di Valeria Basta), invece, l’esordio longseller di André Aciman, da cui Luca Guadagnino ha tratto l’omonimo film del 2017 con Timothée Chalamet e Armie Hammer, il dolore cambia temperatura, facendosi più bruciante e al tempo stesso più solare, quando travolge due ragazzi nel pieno di un’estate trascorsa nella campagna italiana – laddove, ne I dieci passi dell’addio (Einaudi), lo scrittore e giornalista Luigi Nacci trasforma la fine di un amore in un sentiero in cui i passi si possono contare e mettere in fila, proponendoci un libro breve e preciso come un manuale di sopravvivenza.

Un “inventario di coppia“, benché stavolta condiviso, è quello che provano a mettere a punto anche Mauro e Chiara ne La somma delle piccole cose (Einaudi) di Pier Lorenzo Pisano, che dopo essersi lasciati decidono di sedersi al bar del loro primo appuntamento per stilare un elenco di ciò che è stato, aggrappandosi un’ultima volta alla speranza che l’amore sia un rifugio per qualunque difficoltà.

Copertina del libro Se non ho nessuno accanto il mondo si fa tenebra di Manuel Vilas, tra i libri consigliati per affrontare la fine di un amore

E probabilmente deve aver provato una sensazione simile alla loro il protagonista del nuovo romanzo del noto scrittore spagnolo Manuel Vilas, Se non ho nessuno accanto il mondo si fa tenebra (Guanda, traduzione di Bruno Arpaia), quando Ada ha posto fine alla loro relazione di 11 anni e 5 mesi con la più semplice e spiazzante delle rivelazioni: “Non ti amo più“. Da cui si dipana un intreccio via via più frenetico, in cui bisognerà raccontare tutto per salvare tutto.

Sempre a proposito di bar, peraltro, l’atteso esordio di Katie Yee, Maggie, o un uomo e una donna entrano in un bar (Bollati Boringhieri, traduzione di Benedetta Gallo), si apre proprio con la scena anticipata dal titolo, presentandoci una coppia che si appresta a trascorrere una piacevole serata fuori casa. La donna, però, viene a sapere che il marito la tradisce con una certa Maggie e inizia a sentire un dolore al petto che scoprirà essere un cancro al seno. Deciderà allora di chiamare Maggie la sua massa tumorale, dedicandosi durante la fase di cura alla stesura di una “Guida per mio marito: manuale d’uso“, che faccia conoscere all’amante le stranezze del suo ex…

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Saggi per cominciare a elaborare la fine di un amore

È meglio aver amato e perduto, che non aver mai perduto niente.
(Così muore la carne, Samuel Butler)

A un certo punto, dopo tanto smarrimento, potrebbe farsi strada in noi il bisogno di capire meglio quello che ci sta succedendo. Magari non abbiamo ancora la forza di lasciarci tutto alle spalle, ma iniziamo a pensare che dare un nome a certe dinamiche e sensazioni ci aiuterebbe a metabolizzarle: quand’è così, esplorare il vasto mondo della psicologia delle relazioni può senz’altro fornirci qualche strumento in più per fare ordine nel caos che ci portiamo dentro.

Copertina del libro Amore e disamore di Giorgio Nardone, tra i libri consigliati per affrontare la fine di un amore

Il nostro consiglio è quello di partire da uno psicologo e psicoterapeuta che ha dedicato gran parte della sua carriera a studiare i legami affettivi, ovvero Giorgio Nardone, che nel suo Amore e disamore (Ponte alle Grazie e Tea) raccoglie decenni di osservazione clinica per mostrarci che l’amore non è un’esperienza unitaria, ma un insieme di manifestazioni talvolta molto distanti tra di loro – ciascuna con le sue logiche, le sue trappole e i suoi interruttori. Un libro che, evitando di emettere giudizi, può renderci più facile riconoscere determinati meccanismi mentali e comportamentali, che potremmo aver messo in atto (o subìto) senza saperlo.

Sul perché certi amori arrivino al capolinea si interrogano invece da vicino Paolo Crepet in Perché finisce un amore (Solferino), con la chiarezza divulgativa che lo ha reso uno dei sociologi più letti del nostro Paese, e Federica Gregoratto, che ha firmato per nottetempo il saggio Le ragioni del disamore (in uscita il 4 settembre), un vero e proprio percorso culturale, diacronico ma al tempo stesso personale che in maniera ragionata e sensibile osserva la trasformazione dei sentimenti man mano che l’amore si fa da desiderio a quotidianità, da fascinosa precarietà a mononormatività sociale, rischiando spesso di portare anche solo involontariamente a confuse forme di disaffezione.

Copertina del libro Le ragioni del disamore di Federica Gregoratto
Le loro riflessioni, per di più, dialogano bene con quelle di Ulrich Beck e di Elizabeth Beck-Gernsheim, che ne Il normale caos dell’amore (Mondadori, traduzione di Ada Cinato, Andrea Borsari e Francesca Frontini) allargano lo sguardo analizzando come la modernità abbia alterato le aspettative che riversiamo sui nostri legami, rendendo ogni rottura un piccolo naufragio culturale oltre che personale.

C’è poi un tema legato alla fine di un amore che merita uno spazio a sé, e che Luca Starita affronta con notevole cognizione di causa nel pamphlet Pensiero stupendo – Un saggio sul tradimento (effequ), esplorando l’argomento senza moralismi e osservando cosa si muove davvero sotto la superficie di un atto che rischia di cambiare per sempre la forma di una relazione. Da leggere per approcciarsi con occhi nuovi al desiderio, alla libertà e al concetto di esclusività.

Copertina del libro La teoria di lasciare andare di Mel Robbins e Sawyer Robbins

E, a chiudere questa sezione, due testi sulla fine dell’amore che adottano una prospettiva complementare: da un lato, Distacchi (Sperling & Kupfer, traduzione di Laura Sgorbati Buosi) della scrittrice americana Judith Viorst, che riflette su come le perdite (non solo in senso strettamente amoroso) siano parte integrante del percorso di crescita di ognuno di noi.

Dall’altro lato, con un taglio ben più operativo, La teoria di lasciare andare (Newton Compton, traduzione di Elena Lombardi) di Mel Robbins e Sawyer Robbins, numero 1 nella classifica del New York Times, che ci sprona a smettere di controllare gli stati d’animo di chi ci circonda e a non ancorarci a qualcosa di inesistente (o che non esiste più).

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Storie per riprendersi un passo alla volta

Perché ciò che si salverà non sarà mai quel che abbiamo tenuto al riparo dai tempi, ma ciò che abbiamo lasciato mutare, perché ridiventasse sé stesso in un tempo nuovo.
(I barbari, Alessandro Baricco)

Fatta un po’ di chiarezza dentro di noi, potremmo valutare di leggere delle storie che guardino nella direzione in cui probabilmente cominciamo ad andare a nostra volta, chiedendo ai libri di fungere non più da mero specchio dei nostri stati d’animo, bensì da finestra sul mondo. O meglio: da spiraglio da cui riprendere a sbirciare al di fuori di noi, circondandoci di personaggi che, dopo un crollo profondo, cerchino di rimettersi lentamente in cammino.

copertina del romanzo dona flor e i suoi due mariti dell'autore brasiliano jorge amado

Fra i numerosi romanzi che testimoniano quanto, dopo una perdita, la vita possa tornare a essere piena e perfino gioiosa, c’è sicuramente Dona Flor e i suoi due mariti (Garzanti, traduzione di Elena Grechi) di Jorge Amado: la protagonista introdotta dal titolo, infatti, perde un marito scapestrato e irresistibile per poi risposarsi con un uomo più serio e affidabile, salvo ritrovarsi a fare i conti con il fantasma del defunto in modo inaspettato. Una vicenda di lutti e di ripartenze, che tuttavia ha anche i tratti di una commedia sensuale e malinconica.

Dal medesimo spirito indomito è animata Isadora Wing, figura chiave di Paura di volare (Bompiani, traduzione di Marisa Caramella) di Erica Jong: pubblicato nel 1973 e diventato subito un caso letterario mondiale, il romanzo racconta con umorismo tagliente la ricerca di sé di una donna che non si accontenta di quello che le è stato assegnato, e che attraverso una serie di scelte scomode e coraggiose imparerà a riconoscere e a inseguire i propri desideri.

Più autobiografici, ma non per questo meno universali, sono Affari di cuore (Feltrinelli, traduzione di Mariagiulia Castagnone) di Nora Ephron e Alta fedeltà (Guanda, traduzione di Laura Noulian) di Nick Hornby, due celebri romanzi in cui il fallimento sentimentale si fa materia narrativa, seppur all’insegna di un’autoironia che sa strappare un sorriso perfino nei passaggi più sofferti.

Più nello specifico, Ephron chiude “in pentola” il suo malessere per un divorzio burrascoso, facendolo sobbollire a fuoco lento, mentre Hornby affida al suo Rob il compito di fare i conti con una serie di storie finite male, tra classifiche, dischi musicali e frasi sardoniche che costituiranno già di per sé una forma di accettazione della realtà.

Il viaggio come risposta alla fine di un amore, per contro, è il tema portante di Mangia, prega, ama (Rizzoli, traduzione di Margherita Crepax) di Elizabeth Gilbert, in cui l’autrice racconta in prima persona come abbia attraversato un divorzio devastante partendo alla volta di Italia, India e Indonesia, e ritrovando per gradi il piacere di esistere.

Una traiettoria per certi versi speculare a quella di Louisa Clark in Dopo di te (Mondadori, traduzione di Maria Carla Dallavalle) dell’acclamata Jojo Moyes, che dopo una perdita apparentemente impossibile da superare deve imparare a costruirsi una seconda vita partendo quasi da zero, contando solo sulla sua ostinata volontà di ricominciare.

Copertina del libro La magia dei momenti no di Alison Espach

Dove ti ho perso (Rizzoli, traduzione di Marinella Magrì) di Ruth Hogan e La magia dei momenti no (Bollati Boringhieri, traduzione di Benedetta Gallo) di Alison Espach condividono invece la capacità di guardare al dolore con una delicatezza tutt’altro che superficiale: il primo romanzo intreccia due linee temporali per raccontarci il potere delle coincidenze e la fatalità dei piccoli eventi; il secondo costruisce intorno alla sua protagonista una storia di crescita in cui gli eventi più negativi, col senno di poi, si rivelano fondamentali per ritrovare la forza di amare ancora.

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E veniamo infine ad Avete presente l’amore (Rizzoli, traduzione di Mara Gini) di Dolly Alderton e a Ricordati di essere felice (Libreria Pienogiorno, traduzione di Roberta Vignando) di Sara Goodman Confino, due romanzi che descrivono la fine di una relazione in prima persona, facendoci sorridere e riflettere contemporaneamente.

Alderton segue una giovane donna di nome Maggie nella sua relazione totalizzante e logorante, delineando con perspicacia come ci si possa perdere dentro un amore sbagliato prima di rimettersi progressivamente in contatto con sé stessi; mentre Goodman Confino porta la sua Molly in un tragitto on the road negli Stati Uniti, che diventerà l’occasione per rimettere in discussione le scelte che ha fatto, quelle che ha evitato e quelle che potrebbero ancora stravolgere i suoi piani…

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Dalla fine di un amore all’inizio di un altro

Rifioriranno le gioie passate
col vento caldo di un’altra estate…
(Inverno, Fabrizio De André)

Sembrava impossibile, eppure ecco che un giorno – quasi senza accorgercene – ci viene voglia di circondarci di atmosfere ancora diverse: più leggere, più ariose, adatte a rammentarci che la vita non finisce quando finisce un amore e che ad aspettarci potrebbero ancora esserci tanti nuovi inizi.

È il momento che stavamo aspettando, quello di tornare a immergerci in storie dalle note più fresche, in cui la nostalgia per ciò che è stato cede il posto alla curiosità per ciò che verrà – come se voltare pagina fosse appena diventata la cosa più naturale e liberatoria del mondo.

Copertina del libro L'amore ai tempi del colera di Gabriel García Márquez, tra i libri consigliati per affrontare la fine di un amore

Come inaugurare quest’ultima fase della nostra “rinascita“?

Magari con un romanzo del calibro de L’amore ai tempi del colera (Mondadori, traduzione di Angelo Morino) di Gabriel García Márquez, che ci prospetta una storia d’amore lunga 50 anni e in grado di resistere praticamente a tutto: ai rifiuti, al tempo, alle delusioni e alle vite vissute in ogni “frattempo”. Florentino Ariza aspetta infatti Fermina Daza con una pazienza commovente e assurda, facendosi portavoce del fatto che, quando l’amore è sincero, sa attendere imperturbabile il momento giusto.

Se Márquez ci invita alla pazienza, Frédéric Beigbeder, ne L’amore dura tre anni (Feltrinelli, traduzione di A. Ferrero), parte dalla provocazione opposta, e cioè che ogni sentimento abbia una data di scadenza biologica incorporata, costruendo intorno a questa idea un romanzo cinico e tenero al tempo stesso.

E all’autore francese, nonostante il cambio di tono, fa eco Teorema Catherine (Rizzoli, traduzione di Lia Celi) di John Green, in cui il giovane Colin – reduce da ben 19 storie finite male, tutte con ragazze di nome Catherine – tenta di elaborare una formula matematica che spieghi i suoi insuccessi: un’idea stravagante, che diventa il punto di partenza per un toccante romanzo di formazione.

Pietra miliare delle romcom anni ’90, Il diario di Bridget Jones (Rizzoli, traduzione di Olivia Crosio) di Helen Fielding, reso iconico dalla pellicola di Sharon Maguire del 2001, con Renée Zellweger, Colin Firth e Hugh Grant, ci svela invece i tragicomici pensieri di una 30enne single e in carriera, che mangia, beve e fuma troppo, ha una mamma troppo invadente e troppo pochi “pretendenti“, ma che a dispetto di questo saprà individuare il vero amore e il suo posto nel mondo.

Chi ama le distopie troverà pane per i propri denti in Storia d’amore vera e supertriste (Guanda, traduzione di Katia Bagnoli) di Gary Shteyngart, ambientato in un futuro ipertecnologico che finisce per dire molte cose vere sul presente. Il protagonista è Lenny, un uomo malinconico e fuori tempo che si innamora della giovane e iperconnessa Eunice, inseguendo la speranza di stare insieme a lei in una società che sembra fatta apposta per impedirlo.

Copertina del libro Eleanor Oliphant sta benissimo di Gail Honeyman

Nel caso in cui foste in cerca di storie che fanno rima con originalità, vi suggeriamo inoltre Eleanor Oliphant sta benissimo (Garzanti, traduzione di Stefano Beretta) di Gail Honeyman, bestseller caratterizzato dall’inconfondibile voce di Eleanor, una donna solitaria, abitudinaria e dal passato complesso, che ha imparato a tenere a distanza con una corazza di rigidità e sarcasmo involontario. E tuttavia, nel corso del libro, vedremo come riuscirà ad abbassare le sue difese, per lasciarsi raggiungere una buona volta dagli altri.

Prima regola non innamorarsi è uno tra i libri di Felicia Kingsley

Più brioso e dichiaratamente romantico è Prima regola: non innamorarsi (Newton Compton) di Felicia Kingsley, uno dei nomi più apprezzati del romance italiano contemporaneo: la storia è quella di due ladri che si ripromettono di non cedere all’attrazione reciproca – raccontata con ritmo, humour e con una tensione di fondo che tiene incollati alla pagina, facendoci riassaporare il piacere di essere travolti da una storia d’amore a lieto fine.

E, rimanendo in tema di conclusioni liete, chiudiamo la nostra rassegna con Un nuovo giorno arriva quando trovi il coraggio di rifiorire (Garzanti, traduzione di Sara Arena) di Raphaëlle Giordano, da cui lasciarci cullare quando la ferita si è ormai cauterizzata e l’amore può tornare a essere ciò che in fondo avevamo sempre sperato: una pulsione pronta a sorprenderci ancora e ancora, a prescindere dalle delusioni a cui siamo già andati incontro.

Perché, in ultima analisi, è di questo che parlano i testi su cui ci siamo soffermati fin qui: dell’importanza di attraversare con fiducia anche le stagioni più faticose della vita. Uscendone acciaccati, certo, ma pur sempre ricettivi nei confronti del futuro – e con la certezza che, vada come vada, avremo comunque la lettura a tenerci compagnia…

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Fotografia header: Una scena tratta dal film "Her - Lei" di Spike Jonze (2013)

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